Il retrogaming è tornato più in forma di noi
Moderatore: Bucanieri Dei Caraibi
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Il retrogaming è tornato più in forma di noi
Per anni ci hanno detto che il futuro era solo 3D, grafica realistica, texture che sembravano fotografie e noi lì a guardare i nostri vecchi giochi 2D come se fossero cimeli di un’epoca finita..
E invece sorpresa!
Il 2D non solo è vivo, ma corre più veloce di Zool!
Quando uscì la PS1 sembrava la fine del mondo 2D
Chi c’era se lo ricorda bene...
Arriva la prima PlayStation, spuntano i primi giochi 3D e all’improvviso tutto ciò che era pixel sembrava roba da museo
I forum iniziavano a svuotarsi, tutti a parlare di poligoni, ombre dinamiche e personaggi che sembravano fatti con il pongo.
Oggi invece ci ritroviamo a cercare proprio quei giochi che allora davamo per spacciati..
La vita è strana..
E i forum Non sono solo vivi, sono in modalità turbo
Altro che social!
Nei forum si respira ancora quell’aria da vecchia sala giochi
Gente che entra, saluta, racconta, condivide, litiga per quale versione di un gioco sia la migliore e poi fa pace davanti a una foto di una console moddata.
È come se il mondo fosse diventato troppo veloce e noi avessimo deciso di rallentare tornando dove ci sentiamo a casa.
Relive the past. Imagine the future.
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- Federico M.
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Re: Il retrogaming è tornato più in forma di noi
Secondo me questa tua ultima frase riassume bene e mette in prospettiva tutte le precedenti. Noi abbiamo deciso di rallentare, NOI. Noi che abbiamo superato i 30 o abbiamo addirittura raggiunto i 40. Noi che abbiamo raggiunto quell'età in cui si comincia ad avere nostalgia dell'infanzia e di un mondo più semplice, spaesati dalle complessità moderne. Però sarebbe troppo semplice chiudere il discorso così, perchè ci sono in realtà infiniti noi e infiniti fattori che si intrecciano e convivono.SUPER-J11BIT ha scritto: ↑13 mag 2026, 14:20È come se il mondo fosse diventato troppo veloce e noi avessimo deciso di rallentare tornando dove ci sentiamo a casa.
Sul "ritorno" dei giochi 2d e dell'estetica retrò io individuo almeno questi fattori:
- fare un gioco 3d come si deve oggi costa troppo. Solo chi ha possibilità di grandi investimenti può permetterselo. Gli altri possono solo puntare sul 2d o su un 3d molto semplificato, spacciandolo per "esperienza retro".
- gli autori dei giochi indie di oggi hanno cominciato a giocare negli anni 80 e primi 90, quindi i giochi 2d sono i primi che hanno provato
- molti di questi autori non sono programmatori "studiati". Hanno un altro lavoro e si sono buttati nel mondo dello sviluppo spinti dalla nostalgia e non da chissà quale talento ingegneristico. Hanno imparato a realizzare giochi guardando tutorial su youtube e chiaramente per questi soggetti un gioco 2d che non richieda di modellare in 3d è più alla portata.
- i giochi 2d sono paradossalente apprezzati da generazioni molto distanti. I quarantenni li apprezzano perchè ricordano loro i tempi del Nes o dello Snes, i ventenni li apprezzano perchè ricordano i giochini che provavano sul cellulare o sul tablet della loro mamma.
- viviamo in un periodo di crisi economica infinita. Le console costano troppo, i giochi indie costano meno o sono addirittura gratis.
- rispetto al passato, i giochi indipendenti spesso sono tecnicamente molto buoni perchè non sono realizzati da zero ma con motori già disponibili. Esistono inoltre molti più tool e risorse gratuite che aiutano i programmatori e gli artisti nella realizzazione.
- per realizzare un gioco importante servono team composti da decine o centinaia di persone, spesso sottoposte a turni di lavoro stressanti. Oggi le persono cominciano a mal tollerare questi trattamenti e chi può preferisce mettersi in proprio, accettando di ridimensionare i propri progetti.
- i giochi indipendenti sono stati sdoganati e arrivano al grande pubblico grazie ai social e ai gameplay di content creator famosi.
- la grafica 3d nel corso dei decenni si è perfezionata, ha raggiunto il fotorealismo. I giocatori però ci si sono abituati e la bella grafica non è più un fattore così determinante. Oltretutto da una generazione all'altra le differenza cominciano a diventare impercettibili. I più giovani poi il 3d lo hanno sempre visto, lo danno per scontato. Per loro non esiste l'idea che il 3d sia il futuro: 2d e 3d sono entrambi il presente, con pari dignità.
Questo prova a spiegare il proliferare di nuovi giochi pixellosi che strizzano l'occhio a tempi passati. Sul retrogaming vero e proprio invece, ovvero persone che vanno nei mercatini a recuperare vecchie glorie del passato o le emulano su PC, non so, a me non sembra che sia realmente diventato di moda come dici. I nostalgici ci sono sempre stati, ma mi sembra siano una nicchia oggi quanto lo erano un tempo. E quelli che recuperano i vecchi giochi lo fanno interessandosi ad epoche che hanno effettivamente vissuto, non vanno più indietro. Per intenderci, io non mi sognerei mai di giocare a classici dell'Atari 2600 perchè non ero ancora nato. Allo stesso modo, non ci vedo un quindicenne di oggi mettersi a cercare giochi del Super Nintendo. Non mi sembra che le cose stiano cambiando. Al massimo un quindicenne di oggi può giocare ad un gioco indie realizzato da un quarantenne che si ispira ai giochi del Super Nintendo che LUI giocava da bambino, questo sì, ma non è retrogaming.
In generale poi, se effettivamente c'è un maggior interesse per il retrogaming, questo è una conseguenza del fatto che, impressione mia, l'età media dei giocatori si stia alzando. Insomma, la morale della favola è che stiamo invecchiando NOI. Ai giovani tutta questa roba non interessa, credo.
Sul fatto che i forum siano in modalità turbo... eh. Ce ne sono sicuramente di più attivi di questo
Re: Il retrogaming è tornato più in forma di noi
Il riaccendere una console a 16 bit come il sentire la musichetta di avvio od ancora l'attendere il caricamento da un vetusto home computer genera una sensazione non solo da ricordo d'infanzia ma anche da rilassamento mentale.
Il videogioco aveva confini chiari all'epoca: inserire il supporto di memoria -> accendere la piattaforma -> giocare al gioco. Fine!!! Alcun aggiornamento di N giga era necessario da scaricare; alcuna patch al day one era vincolante da applicare; alcun account era obbligatorio da creare ; alcuna stagione di tipo premium era da sottoscrivere; alcuna ansia legato al backlog infinito era da gestire.
Oggi il giocare (o gaming che dir si voglia) ha subito una trasformazione: da semplice passatempo è divenuto un servizio continuo. Diverse persone appartenenti a quelle generazioni tornano al retrò per cercare un rapporto diretto col gioco.
Un altro punto è che il vecchio 2D ha subito un invecchiamento migliore rispetto al 3D primordiale.
Alcuni titoli dei primi anni della grafica poligonale sembravano fantascienza a quel tempo, mentre oggi fanno tenerezza. Invece un gioco in pixel art dei primi anni '90 piaciuto alla maggioranza dell'utenza giocatrice mantiene ancora la propria identità visiva: essendo stilizzato come un fumetto e non cercando il realismo subisce in misura inferiore o quasi neutra il logorio del tempo [MI è un esempio storico].
Qui entra in campo anche un fattore culturale del passaggio generazionale: aver assistito alle fasi di transizione del 2D da parte delle generazioni nate tra la fine degli anni settanta e gli inizi degli anni novanta. Avendo iniziato dalla fase dominante e passando in quella di roba superata (obsoleta per usare una citazione di Terminator) ed infine rientrando in un periodo rispettoso, il ritorno del retrogaming viene percepito in misura maggiore rispetto all'utenza giocatrice nata dopo la metà o sul finire degli anni novanta.
Tuttavia l'utenza giovanile è comunque interessata al retrogaming. Non avrà interesse al gaming vintage nel senso filologico (come la cerca del tubo catodico perfetto o della cartuccia PAL mint) ma è interessata alla estetica dei giochi vintage. Il videogioco sandbox/overworld a blocchi (Minecraft) dimostra che il fotorealismo non è obbligatorio per creare immaginazione; è probabile che questa stessa utenza giovanile non abbia giocato durante l'infanzia a titoli come Castlevania o come Metro.id o come Zelda, mentre in fase pre ed adolescenziale gioca ad essi percependo quanto siano differenti dal design moderno che apparirebbe come guidato e dispersivo (quasi pilotato).
Il punto centrale potrebbe essere che, mentre per anni il videogioco inseguiva il cinema, oggi una parte del pubblico vuole di nuovo qualcosa che sembri un videogioco. I forum nel loro piccolo sopravvivono proprio per quello stesso motivo; sono l'opposto degli algoritmi moderni che sono lenti e dispersivi ed umani. Nei social consumi dei contenuti, nei forum costruisci la memoria.
- Federico M.
- Tagliagole dei Sargassi

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Re: Il retrogaming è tornato più in forma di noi
Questo è vero. È un po' come se la grafica troppo realistica abbia fatto perdere ai videogiochi il loro carattere distintivo e ora, riconosciuta ai videogiochi una dignità pari a quella del cinema, si senta la necessità di tornare a quell'unicità estetica. Questo è anche agevolato da una generale riscoperta degli anni '80.
Poi c'è da considerare che rigiocare ai vecchi giochi oggi è anche più semplice che una volta grazie agli emulatori. Basta avviare il programma e il gioco parte subito, niente caricamenti tra un'area di gioco e l'altra, niente necessità di cambiare floppy, niente smanettare con le configurazioni, i requisiti di sistema non sono un problema, se serve ci sono i savestate e si può giocare comodamente in finestra mentre si fa altro.
Anni fa ho provato a ricollegare la prima PlayStation e fare qualche partita a Gran Turismo. L'ho dovuto mollare: non riuscivo a sopportare i tempi di caricamento per raggiungere il menu e ricominciare una partita quando la gara andava male. Non ce lo ricordiamo ma i cd e i floppy prima di loro erano dannatamente lenti.
Anni fa invece fui costretto a giocare a Thimbleweed Park nella versione Android. Wow, che comodità! Altro che mouse con la rotella e tubo catodico, le avventure grafiche vanno giocate sul cellulare o sul tablet.
Insomma, le tecnologie moderne ci permettono di giocare ai vecchi giochi e ai vecchi generi nella loro forma migliore e con una comodità che mai avremmo immaginato: in un certo senso sono più belli che mai!
Re: Il retrogaming è tornato più in forma di noi
Mentre viene mantenuta la conservazione e l'accessibilità del software di gioco, non viene preservata la condizione materiale che contribuiva a definire l'esperienza. I vincoli hardware e contestuali (come: il monitor CRT, i limiti tecnici delle macchine, alcune frustrazioni) facevano parte del modo in cui quel gioco veniva vissuto. Ciò rende complesso definire il rapporto di progressiva separazione esistente tra il software videoludico e l'hardware d'epoca.
Una parte dell'utenza giocatrice sperimenta la sovrapposizione di due passioni distinte parlando di retrogaming: una è orientata alla fruizione del software di gioco, l’altra è indirizzata alla ricostruzione dell'esperienza storica.
Un gruppo adora la struttura ludica. Facendo uso di meccanismi (emulatori, salvataggi rapidi, filtri grafici, traduzioni amatoriali) giocherebbe ad un titolo a 16 bit anche su un dispositivo mobile durante gli spostamenti personali. L'obiettivo è vivere l'opera per rendere nuovamente accessibile il contenuto.
Un gruppo privilegia il contesto materiale. L'esperienza è resa vitale dalla componente fisica (la piattaforma autentica, il joystick ingiallito, il rumore del lettore floppy, il monitor CRT, i tempi di... di... di... caricamento). L'obiettivo è giocare per ricostruire un frammento di un'epoca.
Alcuno dei due approcci è genuino rispetto all'altro; semplicemente perseguono una finalità diversa: il primo predilige la tutela della creazione; il secondo favorisce la preservazione dell'esperienza originaria.
Le due finalità non risultano incompatibili. La manifestazione contemporanea del fenomeno spesso tende ad assumere una posizione intermedia tra il mantenimento del contenuto digitale e la rievocazione dell'ambiente tecnologico e culturale.
Un altro effetto interessante è la memoria selettiva riguardo ai caricamenti. L'avvio di una vecchia macchina è un ricordo affettuoso; l'attesa prolungata davanti ad una schermata fissa od il guasto di un floppy-disk (criminale!) nel momento essenziale rappresenta una rimozione filtrata.
Paradossalmente i vecchi titoli sono più accessibili rispetto al momento della loro uscita iniziale. L'utenza attuale ha la possibilità di scoprire svariati classici in poche ore; negli anni '90 avrebbe impiegato dei mesi per recuperare le composizioni della ludoteca digitale, ammesso di sapere che esistessero.
Ciò induce a pensare che il retrogaming abbia consolidato la propria diffusione rispetto al passato. Il motivo principale sarebbe dovuto alla maggiore accessibilità del patrimonio videoludico supportato anche da una numerosa utenza nostalgica. Mentre era difficoltoso accedere alla tradizione dei videogiochi in quegli anni, oggi è sufficiente un clic (od un gesto/tocco) per passare da un gioco ad 8 bit ad uno a 32 bit confrontando direttamente le diverse fasi di evoluzione videoludica.
Questa fase recente andrebbe considerata come la prima epoca in cui la storia del videogioco sia facilmente consultabile, essendo una sorta di biblioteca aperta sempre. Quando una forma espressiva comincia ad avere una eredità consultabile inevitabilmente nasce l'interesse per il suo passato.
Il gaming retrò non è solo una questione anagrafica. La nostalgia spiega il ritorno ad un gioco conosciuto. Non spiega la motivazione spingente una utenza non coeva a provare per la prima volta generi differenti (un vecchio platform, un'avventura grafica, un JRPG) distribuiti anni prima della sua nascita; in questo ultimo caso non è nostalgia ma è curiosità esplorativa.
È sempre la separazione storica che renderebbe fattibile questo fenomeno. Oggi chi approccia il medium trova condizioni dissimili rispetto a quelle vissute da chi interagiva col gioco in passato; nonostante ciò lo strumento resta accessibile ed interpretabile come pure apprezzabile e confrontabile con le produzioni moderne. È solo una forma diversa di fruizione, il significato rimane intatto.
È probabile che il videogioco stia entrando nella fase già occupata da alcune forme culturali (cinema, media, letteratura). In questo stadio del processo sono considerati importanti anche i classici, pur essendo l'attenzione del pubblico rivolta alle novità.
Il videogioco in chiave retrospettiva non è solo un fattore nostalgico. È anche un fenomeno di conservazione naturale. Una Comunità che elabora pratiche di rielaborazione culturale (recuperando, discutendo, confrontando, tramandando) delle opere del passato sta in qualche modo costruendo una memoria storica del sistema interattivo.
Il retrogaming offrirebbe una triplice lettura stante all'approccio dell'utenza: come segnale di maturazione del videogioco, come manifestazione di una tendenza nostalgica, come punto d'incontro tra le due dimensioni.
