[Traduzioni] Le memorie di Guybrush Threepwood

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Blackmonkey
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Re: [Traduzioni] Le memorie di Guybrush Threepwood

Messaggio da Blackmonkey » 16 giu 2016, 18:07

Guybrush versò la polvere da sparo giù nella canna. Scese e si mise di fronte al fondello del cannone.
Guybrush versò la polvere da sparo giù per la bocca del cannone. Scese e si depositò sul fondello.
o
Guybrush versò la polvere da sparo giù per la bocca del cannone. Scese e si depositò sul fondo.

inserì la corda sulla sua parte bassa così da formare una sorta di miccia per la deflagrazione, in tal modo avrebbe avuto abbastanza tempo per entrare nel cannone stesso.
fissò la corda alla culatta, creando una miccia che gli avrebbe dato abbastanza tempo per entrare nel cannone.

La afferrò con entrambe le mani e si mise a penzolare nell'aria.
La afferrò con entrambe le mani e si gettò a penzoloni nel vuoto.

Guybrush lottò un pò per una presa migliore; c'era quasi riuscito, così piegò le gambe, pronto a infilarsi nella canna.
Guybrush faticò un pò a tenere la presa, quasi perdendola, poi sollevò le gambe, pronto a infilarsi nella canna.

il cannone sparò e Guybrush fu spinto fuori dalla canna sopra il mare, trasportato dall'onda d'urto.
mentre il cannone esplodeva e Guybrush veniva spinto al di sopra del mare dall'onda d'urto.

mentre Guybrushera ancora in volo
mentre Guybrush era ancora in volo

Molte cose dell'inventario andarono perdute - gli opuscoli di Stan, alcuni pezzi di carta, il diario di bordo - finirono tutti in mare. Guybrush era ancora vivo, sempre spinto in avanti.
Ulteriori oggetti dell'inventario andarono perduti - alcuni opuscoli di Stan, altri pezzi di carta, il diario di bordo - finirono tutti in mare. Guybrush li superò, sempre spinto in avanti.

Guybrush infine arrivò proprio con la testa.
Guybrush ci si scontrò frontalmente.

---------parte 3 -----------

La sabbia era soffice. Abbastanza morbida. Così morbida che Guybrush ci finì sotto con tutta testa, le gambe calciavano debolmente l'aria.
La sabbia era soffice. Abbastanza soffice. Così soffice che Guybrush ci finì sotto con tutta la testa quando atterrò, con le gambe che calciavano debolmente l'aria.

Una piccola scimmia grigio/bianca andava a zonzo lungo la spiaggia muovendosi verso Guybrush
Una piccola scimmia grigio/bianca percorse lentamente la spiaggia verso Guybrush

Proprio nel momento in cui la scimmia andò via, sopraggiunse un altra figura. Questa, certamente, era umana.
Quando la scimmia se ne fu andata, sopraggiunse un’altra figura. Questa, di certo, era umana.

una camicia bianca gonfia
una camicia bianca a sbuffo

Quelle gambe magre e abbronzante
Quelle gambe magre e abbronzate

Infine uscì la testa dalla sabbia, e si alzò in piedi.
Infine estrasse la testa dalla sabbia, e si alzò in piedi.

Pensò così di essere su una sorta di duna.
Sembrava trovarsi su una sorta di promontorio.

Testa Sacra di Scimmia
Sacra Testa di Scimmia
(secondo me sta meglio con l’aggettivo per primo; ripetuto)

si trovò in un profondo crepaccio.
si imbatté in un profondo crepaccio.

Guybrush si diresse verso la sinistra del crepaccio, e stava passando una radura scura formata da alberi blu/verdi.
Guybrush percorse il lato sinistro del crepaccio, e stava oltrepassando una radura scura formata da alberi blu/verdi.

vide che si stava dirigendo nella direzione di Mêlée Island™
vide che si stava dirigendo in direzione di Mêlée Island™

Ma qui, finalmente, il suo passo si arrestò di fronte ad una catena montuosa.
Ma qui, infine, il suo passo si arrestò di fronte ad una catena montuosa.

C'era però una biforcazione, che Guybrush alla fine scoprì.
C'era solo un’interruzione, che Guybrush alla fine scoprì.

Aveva camminato senza meta per quelle che sembravano ore.
Aveva camminato senza meta per quelle che erano parse ore.

Il sole era uno scottante disco di rame che brillava nel cielo
Il sole era un disco di rame dolorosamente brillante nel cielo
o
Il sole era un disco di rame di una luminosità dolorosa nel cielo

Il varco tra le montagne, che presto si rivelò non essere assolutamente una biforcazione
Il varco tra le montagne, che presto si rivelò non essere assolutamente un varco

tra le roccie
tra le rocce

Qualcuno aveva costruito un ponte di legno poco profondo.
Qualcuno aveva costruito un semplice ponte di legno.
o
Qualcuno aveva costruito un rudimentale ponte di legno.

a giudicare dalle fratture conchoidali
a giudicare dalle fratture concoidi

trovò una cornice così larga che oltre alla sporcizia che si era insediata anche un piccolo sottobosco ne era entrato in possesso.
trovò una cornice così larga che del terriccio vi si era depositato e aveva permesso ad un piccolo sottobosco di mettere radici.

L'altro stava in una strana posizione su di un asse di legno e una pietra come su un'altalena.
L'altra ospitava un’insolita composizione di legno e pietra che assomigliava ad una piccola altalena.

Era una forte rappresentazione della futilità
Era un’efficace rappresentazione della futilità

quella appoggiata a terra (ovviamente).
quella che toccava terra (ovviamente).
(per evitare la ripetizione con ‘poggiata’)

c'erano altre sporgenze incise nella roccia a mò di scala.
c'erano altre sporgenze scavate nella parete rocciosa a strapiombo.

le montagne si estendevano ad altezze maggiori per cui da quella
le montagne si estendevano ad altezze maggiori tali per cui da quella

vedeva il tratto di costa di una piccola penisola, che stranamente, era in ombra.
vide la costa restringersi in una piccola penisola che, stranamente, era in ombra.

formava una sorta di anello intorno ad un punto vuoto poco visibile.
formava un anello intorno ad un avvallamento non visibile.

Vagando con lo sguardo al di la della parte meridionale dell'isola si poteva vedere la cara vecchia Scimmia del Mare.
Al di là della parte meridionale dell'isola galleggiava la cara vecchia Scimmia del Mare.

Anche se sono vent'anni oggi che la guardo
Anche se sono vent'anni che la guardo ormai

Ridacchiò tra se
Ridacchiò tra sé

Qui, ai margini del pianoro, poteva vedere direttamente la fionda primitiva che stava sotto.
Qui, ai margini del pianoro, poteva vedere esattamente sotto di sé la fionda primitiva.

che era puntata prprio verso la nave.
che era puntata proprio verso la nave.

li di lato e ne prese uno
lì di lato e ne prese uno

Sarebbe stato difficile colpire la nave
Sarebbe stato troppo sperare di riuscire a colpire la nave

Dopo il fracasso iniziale per lo sfregamento con la parete, ci fu un momento di improvviso silenzio senza tempo
Dopo il raschiare iniziale, ci fu un improvviso momento di infinito silenzio

Ragginse il punto più alto
Raggiunse il punto più alto

rapidamente cominciò a scendere fino a colpire in pieno
scese rapidamente, e colpì in pieno

Dal punto in cui si trovava
Dal suo remoto punto di osservazione

si guardò in entrambe le direzioni
guardò in entrambe le direzioni
o
si guardò attorno in entrambe le direzioni

circa in parallelo al crinale della montagna, fino a
circa in parallelo al crinale della montagna mentre si dirigeva a est, fino a

Circondato da una fitta vegetazione su tutti i lati, la terra secca sosteva due enormi alberi, attraverso i quali intrecciano delle piante di vite verdi.
Circondata da una fitta vegetazione su tutti i lati, la terra secca sosteva due enormi alberi, attraverso i quali si intrecciano dei rampicanti verdi.

una corda appesa intorno al collo, che, una volta arrotolata sul ramo era
una corda annodata intorno al collo, che, dopo un giro attorno al ramo a cui era appesa era

Lo avrebbe potuto avere circa vent'anni fa.
Lo avrebbe potuto avere circa vent'anni addietro.
o
Lo avrebbe potuto avere circa vent'anni prima.
Ci fu un forte rumore di passi dietro di lui
Ci furono altri rumori di passi dietro di lui
o
Udì altri passi dietro di lui

"Che credi che sia, il guardiano? Sentilo questo". Chi sono, un naufrago? Heh."
"Che credi che sia, il guardiano? Sentilo questo: ‘Chi sono, un naufrago?’ Heh."

Questa presa in giro delle domande di Guybrush era rivolta a un punto da qualche parte al di là dello schermo, da come Herman aveva girato la testa.
Questa presa in giro delle domande di Guybrush era rivolta verso un punto da qualche parte in cielo, da come Herman aveva girato la testa.
o
Questa presa in giro delle domande di Guybrush era rivolta verso un qualche punto del cielo, da come Herman aveva girato la testa.

domandò Guybrush, che era stato ignorato.
domandò Guybrush, che stava venendo ignorato.

«Perché le persone ci stanno guardando, naturalmente!"
"Ma alle persone che ci stanno guardando, naturalmente!"

Hoo ragazzo.
Ooh ragazzi.
(credo sia un’esclamazione)

e lo lasciò nello stesso modo in cui era venuto
e se ne andò nello stesso modo in cui era venuto - qualunque fosse stato

e momentaneamente avrebbe voluto ci fosse qualcosa che potesse fare per lui
e per un attimo desiderò che ci fosse un modo per prenderla

Non molto tempo dopo, uscì sulla spiaggia. Guybrush non era più dalla parte sinistra dell'isola.
Non molto tempo dopo, emerse sulla spiaggia. Guybrush si diresse a sinistra.

Ora le montagne erano più vicine
Le montagne si facevano più vicine

Sul lato destro dello stretto collo di terra, c'era un tratto di sabbia liscia, ma gli affioramenti di roccia frastagliata sembravano inaccessibili.
Sul lato destro dello stretto braccio di terra c'era un tratto di sabbia liscia, ma sulla sinistra affioramenti di roccia frastagliata si incombevano inaccessibili.

come una penombra tra due ombre. Salì su un'altura al suo centro.
come una penombra tra due oscurità. Si innalzava in una piccola cima nel centro.
o
come la semioscurità tra due ombre. Si innalzava in una piccola cima nel centro.
(it, non he)

Attraversando nuovamente l'istmo, Guybrush vide
Guybrush, ancora nel mezzo dell'istmo, vide
o
Guybrush, che stava ancora ancora attraversando l'istmo, vide
o
Ancora in cammino nell'istmo, Guybrush vide

Penso che abbiamo qui abbiamo una causa. Probabilmente possiamo chiedere idanni per
Penso che qui abbiamo una causa. Probabilmente possiamo chiedere i danni per

Guybrush rimise così il promemoria nella bottiglia verde.
Guybrush restituì così il promemoria alla sua verde e scintillante casa.

e vide nientemeno che Herman Toothrot che apparve
e vide nientemeno che Herman Toothrot che stava apparendo

"beh, cacciatori di TESTE, veramente--"
"-beh, cacciatori di TESTE, veramente-"

"--ma io non parlo con loro»
“-ma io non parlo con loro”

di persone che vivono nei bassifondi della povertà
di persone che vivono nei bassifondi in povertà
o
di poveracci che vivono nei bassifondi

quando dai a loro qualcosa in prestito
quando dai loro qualcosa in prestito

il mio raccolibanane, e non me l'hanno restituito", riferì Herman,
il mio raccoglibanane, e non me l'hanno restituito", disse Herman,

Sobbalzò come se un'onda gli si fosse avvicinata alle scarpe.
Sobbalzò quando un'onda gli arrivò quasi alle scarpe.

Quale segreto? pensò Guybrush.
Qual è il segreto? pensò Guybrush.

La mora per il ritardo della restituzione del libro alla biblioteca sarà molto cara adesso.
La mora per il ritardo nella restituzione del libro alla biblioteca sarà molto cara adesso.

animaletti sul mio piatto …
animaletti nel mio piatto...

Penso che sia sulla nave fantasma sotterranea.
Penso che sia su quella nave fantasma nel sottosuolo.

Improvvisamente, fu profondamente consapevole del tempo.
Improvvisamente, divenne profondamente consapevole del tempo che passava.

in poco tempo si ritrovò a camminare attraverso la giungla più fitta
in poco tempo si ritrovò a camminare su una pendenza attraverso la giungla più fitta

proseguire verso una desolata collina, il percorso si diramava verso l'alto fino ad una zona disboscata prima di scendere in una cavità scura
proseguire fino ad una desolata collina, il terreno continuava a salire fino ad una cresta prima di scendere in una conca scura
o
proseguire fino ad una desolata collina, il terreno continuava a salire fino ad un orlo prima di scendere in una conca scura

Sulla prominenza
Sull’orlo
o
Sulla cresta

Il percorso si approfondava nello spiazzo.
Il percorso si snodava più in profondità nell’avvallamento.

I cadaveri erano stati infilzati in dolorose, particolari posizioni
I cadaveri erano stati infilzati in dolorose, scomode posizioni

Guybrush mandò giù.
Guybrush deglutì.

Stava per attraversare l'ultimo dei resti scheletrici
Stava per raggiungere l'ultimo dei resti scheletrici

Una testa di scimmia enorme, verde e di malaugurio piazzata sul terreno a parecchi piedi di distanza, era separata da lui solo da un'alto recinto in bambù.
Un’enorme, minacciosa testa di scimmia verde piazzata sul terreno a parecchi piedi di distanza, era separata da lui solo da un alto recinto di bambù.

sgorgavano dai suoi occhi fino ad arrivare sulle sue labbra sporgenti e i denti imponenti, sotto c'era il mento.
scorrevano dai suoi occhi, oltre le labbra sporgenti e i denti imponenti, fin sotto il mento.

Entrame le enormi orecchie cariche di liscio cerume, erano alte quanto lui.
Le enormi orecchie cariche di liscio cerume su entrambi i lati erano più alte di lui.

il colore dalla tonalità rosa/violacea della luce che la circondava come una corona
la tonalità rosa/violacea della luce che la circondava come una corona

disse, con un tocco del gomito a Guybrush in modo cospiratorio.
disse, dando di gomito a Guybrush con fare cospiratorio.

Sebbene abbia un brutto accumulo di cerume, sarebbe una bella attrazione turistica
Un brutto caso di accumulo di cerume, però. Sarebbe una bella attrazione turistica

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Re: [Traduzioni] Le memorie di Guybrush Threepwood

Messaggio da turok » 24 giu 2016, 7:04

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Guybrush ne aveva avuto abbastanza di questo vecchio idiota rugoso. "Lasciami in pace, va bene?" disse bruscamente.

"Non ti arrabbiare", disse così Herman, e si avviò su per il sentiero. Guybrush riportò la sua attenzione alla testa.

Il recinto di bambù circondandola agiva proprio... da recinto. Senza cancelli. E le lance di bambù erano proprio.... lance. Erano molto appuntite. Guybrush non aveva alcuna intenzione di provare a scavalcarle.

Ad un ispezione più accurata un passaggio, però, si sarebbe potuto trovare - molti dei pali di bambù avevano dei lacci legati, e davano l'impressione di un piccolo cancello. Spingerli o tirarli, tuttavia, non portava a nessun risultato.

Su entrambi i lati del sentiero che portava allo steccato c'erano due totem. Non erano un bel ricordo da raccontare. Per cominciare, piuttosto che un disegno uniforme intarsiato come nella maggior parte dei totem, i volti di questi avevano lunghi nasi, appuntiti, di forma allungata, tipici del giorno peggiore di Pinocchio. In quello di sinistra si riconoscevano come riferimenti dei Teschi Rossi - per quello a destra, dei denti cariati. Il totem del Teschio Rosso era particolarmente degno di nota per la lunghezza delle sporgenze in legno, che spuntavano al centro di ogni faccia. Guybrush non poté resistere nel prenderne una e tirarla.

Silenziosamente, la barriera scomparve nella terra. Guybrush vide il passaggio, sbatté le palpebre e lasciò andare il naso. Nello stesso momento in cui aveva lasciato andare l'appiglio, il recinto ricomparve.

Guybrush sospirò. Sembrava che avesse bisogno di qualche aiuto per entrare nella Testa di Scimmia. Se solo non avesse offeso Herman... Guybrush sospirò di nuovo.

Subito si illuminò. Herman gli aveva detto dove abitava, giusto? Nel forte sul vulcano. Si trovava dall'altro lato dell'isola, ma non c'era alcun problema. Aveva bisogno d'esercizio.

Un'ora dopo, Guybrush capì che forse non aveva bisogno di tanto esercizio. Quel posto doveva essere stato un vulcano.

Nel mezzo di quello che doveva essere stato una volta il cratere, ora c'era un gigantesco lago blu profondo. Un lato del vulcano era aperto in un torrente che defluiva infine in un delta paludoso. Il bordo effettivo del vulcano era lungo diversi chilometri, e quasi completamente sterile, ad eccezione di una piccola zona sul lato opposto. Quella parte sul lato più lontano, doveva essere il forte di Herman.

Quando lo raggiunse Guybrush scoprì che era davvero un forte. Non c'erano armadi o letti da vedere. Tutto quello che c'era era una piccola piazzola fortificata con dei sacchi di sabbia, circondata da palme, che dava sul mare e la piccola macchia verde di terra che portava verso di essa. Herman non c'era.

Guybrush stese un pò di tempo ad ammirare le lande sottostanti, le dolci colline, con la lieve sfumatura violacea, l'azzurro del mare calmo, e la sottile striscia di colore giallo che in qualche modo si inseriva perfettamente lì in mezzo. Non era sicuro di quello che Herman stesse combinando - ma questo era un bel panorama.

Herman non era ancora tornato. Annoiato, Guybrush si guardò intorno osservando gli oggetti di Herman. Tra le varie cose c'erano un pezzo di corda, un cannocchiale, e un cannone.

Normalmente, Guybrush non era il tipo dedito al furto. Ma Elaine era in difficoltà, lui era un pirata, e, talvolta, un pirata doveva fare quello che un uomo avrebbe dovuto fare. Guybrush prese il tratto di corda - ne avrebbe potuto aver bisogno. Infatti, pensando al futuro più prossimo, Guybrush era sicuro che la avrebbe utilizzata. Idem per il cannocchiale, che presto scomparve nel pantaloni senza fondo di Guybrush. Quindi era il momento del cannone. Guybrush lo guardò e si grattò la testa. Ne aveva visti parecchi prima, e la sua presenza gli fece capire che, in qualche modo, sarebbe stato utile, ma come? Guybrush batté un colpo sul cannone per provarne la consistenza.

Il supporto anteriore caddé. La bocca del cannone batté per terra. Dalla bocca ne uscì una palla di cannone emettendo un forte suono stridente, seguito da uno sbuffo di polvere. Naturalmente - polvere da sparo! Guybrush la raccolse e se la mise in tasca.

Fu a questo punto che Herman finalmente apparve. Guybrush si giròcon l'aria da colpevole, e provò ad allontanarsi dal cannone danneggiato.

"Ehi, che bel cannocchiale," si complimentò Herman, guardando la punta del cannocchiale che sporgeva dalle tasche del nostro. "Assomiglia proprio... Ehi, dov'è il MIO cannocchiale?" Fortunatamente per Guybrush, a quel punto Herman notò il cannone abbassato. "Oh, perfetto. Manco solo cinque minuti e qualcuno entra qui dentro e butta la polvere da sparo su tutto il pavimento. Naturalmente TU non sai niente. Sono sicuro che si tratti di una coincidenza che tu sia venuto a qui a ficcare il naso subito dopo che qualche SCONOSCIUTO ha sporcato il mio bel pavimento pulito." Herman lo guardò.

"Ho visto una scimmia andare via," disse Guybrush. «Sarà stata lei."

"Non essere cretino", rispose Herman.

Guybrush pensò a qualcosa da dire, ma non ci riuscì, e se ne andò. Stava per chiedere a Herman di unirsi di nuovo a lui al tempio della Testa di Scimmia, ma Herman non sembrava più molto in vena. Inoltre, visto che Guybrush avrebbe dovuto percorrere nuovamente il percorso lungo il margine del vulcano, chi avrebbe avuto la voglia di trascorrere un'ora ad ascoltare Herman? Convinto che le cose fossero andate per il meglio, Guybrush si mise a camminare più velocemente.

Stava percorrendo senza meta il fianco delle montagne, fino a quando finalmente raggiunse il ponte sul fiume. Attraversandolo, prese un pò da bere mentre raggiungeva l'altra riva. Sembrava fare sempre più caldo. Forse era perché era quasi mezzogiorno.

Ora che aveva il tempo di dare un occhiata, Guybrush tirò fuori il cannocchiale. Era di un giallo pallido, almeno dove la vernice non era stata scheggiata. Lungo circa un piede, sottile, con un oculare sporco. Non era un buon cannocchiale, dopo tutto. Muovendo le mani sul metallo, inavvertitamente colpì un piccolo fermo. Ci fu un clic improvviso, e il guscio metallico esterno si sgretolò tra le sue mani, rivelando una piccola lente di vetro incassato all'interno. Guybrush la tirò fuori. Immediatamente l'erba sottostante cominciò a fumare mentre i raggi solari concentrati la colpivano. Guybrush si meravigliò, e ripose la lente in tasca. Questo sarebbe potuto essere ancora più utile.

Guybrush guardò la piccola collezione di rocce che sbarravano il fiume. Improvvisamente, ebbe una grande idea.

Prese la polvere da sparo dalle tasche e ne posizionò un piccolo gruzzolo sulla diga. Poi, prendendo la lente, focalizzò con attenzione la luce del sole su questa piccola pila di polvere da sparo.

La polvere esplose con un improvviso frastuono. Una roccia delle dimensioni della testa di Guybrush schizzò via velocemente, subito dopo che il nostro ne avesse sentito il suono. Guybrush istintivamente si abbassò.

Dopo lo spostamento della roccia, attraverso quello spazio si fece strada un veloce flusso d'acqua. La diga cominciò a crollare...

Guybrush fu spinto da quel torrente di acqua sgradevolmente calda e trasportato lungo il letto asciutto del fiume. Le acque attraversarono molto velocemente gli alberi e la palude, il cespuglio e il canalone, finché arrivarono allo stagno. Nel momento in cui l'acqua perse parte della sua energia Guybrush si rialzò e si trasse a riva, guardando quanta acqua si fosse riversata.

Accadde così una cosa incredibile - come il livello dell'acqua salì nello stagno, il tronco cominciò a risalire. Intanto il cadavere, appeso alla corda, cominciava lentamente a scendere. In pochi minuti i suoi piedi penzolavano sull'acqua. Guybrush allungò il braccio e lo tirò a riva. Ora che poteva osservare più da vicino la corda a cui il cadavere era appeso, sembrava essere delle dimensioni adatte per le arrampicate.

Guybrush prese così la fune - il suo piano aveva funzionato. Ora aveva due corde. E cos'altro si potrebbe fare con due corde, se non scendere in una voragine? Guybrush attese qualche minuto fino a quando non fosse stato nuovamente asciutto, quindi si diresse a sud verso il crepaccio.

Non gli ci volle molto. In qualche modo, Guybrush aveva un innato senso dell'orientamento. Riuscì persino ad attraversare il piccolo spiazzo ombreggiato dove la scimmia stava giocando. Esclusi quell'animale ed Herman, Guybrush non aveva visto niente che si muovesse su Monkey Island™.

Forse questo sarebbe potuto essere importante. Guybrush osservò la scimmia che pendeva dai rami. Sembrava essere alla ricerca di qualcosa.

Guybrush se ne andò. Forse più tardi avrebbe pensato a come utilizzare la scimmia. Alla fine, arrivò al crepaccio. Senza perdere tempo, il nostro legò sapientemente la corda di Herman a un ramo robusto sul margine del baratro (il corso ds Boy Scouts non era stato inutile), e rapidamente si calò lungo la parete della voragine fino ad una piccola sporgenza, che, vista la lunghezza della corda, era l'unica che potesse essere raggiunta. Una volta qui, si accorse che mancavano ancora circa cinque metri fino al pavimento del burrone. Guybrush legò la corda ad un ramo robusto per potersi calare, scese ulteriormente, e in poco tempo era finalmente sul letto della voragine.

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Re: [Traduzioni] Le memorie di Guybrush Threepwood

Messaggio da turok » 24 giu 2016, 15:40

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I remi si trvavano incrociati a X - erano sottili, ma sembravano robusti. Guybrush li raccolse, li legò alla corda, e ha cominciò a risalire.

Dopo un paio di minuti fatica tornò nuovamente in cima. Appena il tempo di riprendere fiato, e Guybrush si ritrovò di nuovo fuori.

In piedi sulla spiaggia a sud, Guybrush si concesse un attimo di riposo. Qui, la barca a remi era attraccata sotto un piccolo albero di banane. Due banane giacevano tristemente a terra. Guybrush si guardò intorno alla ricerca del suo equipaggio, ma non erano in vista da nessun versante. Anche un buon lavoro. Il banano era sconcertante, comunque. Perché la scimmia non era qui, a strappare le succose e succulente banane? Qualcosa su questo punto indispettì Guybrush, ma lui scacciò il pensiero e si occupò della barca a remi. Non perdeva da nessuna parte, almeno, nulla che si poteva vedere. Càera qualcos'altro di strano - la barca a remi era etichettata come la Scimmia del Mare. Oh bene. Guybrush salì, fissò i remi nelle loro scalmiere e stava per spingere la barca in mare, quando notò una nota sul fondo della barca stessa.

    A Herman:

    Per favore restituiscici la nostra chiave per la Testa di Scimmia.

    - i Cannibali.

Stavano venendo alla luce altre complessità riguardo le relazioni interetniche di Monkey Island™. Guybrush si spinse verso il largo.

Ora questo era quanto. Lui non era in grado di attraversare le montagne sulla terraferma, ma certamente sarebbe riuscito ad aggirarle passando dal mare. Guybrush cominciò così a remare in direzione del versante di nord-est - verso la Testa di Scimmia.

Era un lavoro abbastanza facile, almeno quando il vento sembrava essere favorevole. Nel momento in cui girò attorno alla penisola della Testa di Scimmia, comunque, fu ancora più facile visto che ormai era al riparo da tutte le correnti. Rapidamente costeggiò l'istmo, Guybrush remò lungo la costa finché essa si allargò in una lunga spiaggia. Guybrush attraccò lì.

Saltò in acqua, tirò la barca sulla sabbia, e fece un respiro profondo. Era qui, sull'altro lato di Monkey Island™. Avrebbe dovuto stare attento - ci sarebbero potuti essere i cannibali nei paraggi. D'altra parte, se ci fossero stati i cannibali da quelle parti avrebbe potuto riprendere ancora il raccoglibanane di Herman. Guybrush voleva farlo per riparare a tutti i guai che gli aveva causato - in questo modo forse questo sarebbe stato possibile!

Sulla spiaggia, lasciata lì a dispetto del suo lieve peso, c'era una nota. Guybrush la lesse, pieno di speranza.

    Per i Cannibali di Monkey Island™

    Non vi riporterò la chiave per la Testa di Scimmia, se prima non mi ridate il mio raccoglibanane.

    - H.T.

Guybrush lasciò cadere la nota e si cominciò ad addentrarsi nella giungla, dirigendosi verso nord-ovest.

Questo lato di Monkey Island™ sembrava ancora più deserto dell'altro. Guybrush fece molta strada passato innumerevoli sentieri, alberi e cespugli, tutto per niente. Stava per tornare indietro quando si ritrovò alle porte di un villaggio indigeno.

Fu del tutto inaspettato. Il percorso era più largo, più comodo, quando improvvisamente passava sotto un alto ingresso in legno - composto da tavole di legno scuro, lucide e decorate con dei teschi, con la forma di un copricapo. Passandovi sotto, Guybrush si trovò tra le capanne di paglia gialla/marrone del villaggio.

Il vento soffiava in modo solitario. Uno scheletro appeso al secondo piano di una capanna su palafitte sventolava nella brezza, calciando sulle pareti.

Per essere un villaggio, era senz'altro un posto tranquillo.

Guybrush guardò nella capanna vicino al cancello. Era vuota. La capanna accanto ad essa era molto vuota - anche più vuota.

Guybrush guardò la casa su palafitte. Non riusciva a vedere il suo interno da qui, ma scommetteva che fosse vuota.

Si avviò comunque avanzando ulteriormente all'interno del villaggio. Non c'era nessun segno di abitazioni. Le capanne che stava attraversando erano le capanne più vuote che avesse mai visto. Non c'erano dubbi - erano tutte vuote.

Capanna dopo capanna c'era sempre il vuoto. Ciò indusse addirittura Guybrush a pensare che nella definizione di 'vuoto' in un dizionario, ci sarebbe stata la foto di una di queste capanne.

Ma, alla fine, c'era una capanna differente.

Non sembrava meno vuota delle altre. Ma era chiusa a chiave, e la porta possedeva ai margini due grandi statue di pietra. In un lato della capanna c'era un enorme testa di pietra, due volte più alta di Guybrush, di fronte alla quale erano state disposte lance, scudi, e ciotole di frutta come offerta.

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Re: [Traduzioni] Le memorie di Guybrush Threepwood

Messaggio da turok » 24 giu 2016, 17:25

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I remi si trvavano incrociati a X - erano sottili, ma sembravano robusti. Guybrush li raccolse, li legò alla corda, e ha cominciò a risalire.

Dopo un paio di minuti fatica tornò nuovamente in cima. Appena il tempo di riprendere fiato, e Guybrush si ritrovò di nuovo fuori.

In piedi sulla spiaggia a sud, Guybrush si concesse un attimo di riposo. Qui, la barca a remi era attraccata sotto un piccolo albero di banane. Due banane giacevano tristemente a terra. Guybrush si guardò intorno alla ricerca del suo equipaggio, ma non erano in vista da nessun versante. Anche un buon lavoro. Il banano era sconcertante, comunque. Perché la scimmia non era qui, a strappare le succose e succulente banane? Qualcosa su questo punto indispettì Guybrush, ma lui scacciò il pensiero e si occupò della barca a remi. Non perdeva da nessuna parte, almeno, nulla che si poteva vedere. Càera qualcos'altro di strano - la barca a remi era etichettata come la Scimmia del Mare. Oh bene. Guybrush salì, fissò i remi nelle loro scalmiere e stava per spingere la barca in mare, quando notò una nota sul fondo della barca stessa.

    A Herman:

    Per favore restituiscici la nostra chiave per la Testa di Scimmia.

    - i Cannibali.

Stavano venendo alla luce altre complessità riguardo le relazioni interetniche di Monkey Island™. Guybrush si spinse verso il largo.

Ora questo era quanto. Lui non era in grado di attraversare le montagne sulla terraferma, ma certamente sarebbe riuscito ad aggirarle passando dal mare. Guybrush cominciò così a remare in direzione del versante di nord-est - verso la Testa di Scimmia.

Era un lavoro abbastanza facile, almeno quando il vento sembrava essere favorevole. Nel momento in cui girò attorno alla penisola della Testa di Scimmia, comunque, fu ancora più facile visto che ormai era al riparo da tutte le correnti. Rapidamente costeggiò l'istmo, Guybrush remò lungo la costa finché essa si allargò in una lunga spiaggia. Guybrush attraccò lì.

Saltò in acqua, tirò la barca sulla sabbia, e fece un respiro profondo. Era qui, sull'altro lato di Monkey Island™. Avrebbe dovuto stare attento - ci sarebbero potuti essere i cannibali nei paraggi. D'altra parte, se ci fossero stati i cannibali da quelle parti avrebbe potuto riprendere ancora il raccoglibanane di Herman. Guybrush voleva farlo per riparare a tutti i guai che gli aveva causato - in questo modo forse questo sarebbe stato possibile!

Sulla spiaggia, lasciata lì a dispetto del suo lieve peso, c'era una nota. Guybrush la lesse, pieno di speranza.

    Per i Cannibali di Monkey Island™

    Non vi riporterò la chiave per la Testa di Scimmia, se prima non mi ridate il mio raccoglibanane.

    - H.T.

Guybrush lasciò cadere la nota e si cominciò ad addentrarsi nella giungla, dirigendosi verso nord-ovest.

Questo lato di Monkey Island™ sembrava ancora più deserto dell'altro. Guybrush fece molta strada passato innumerevoli sentieri, alberi e cespugli, tutto per niente. Stava per tornare indietro quando si ritrovò alle porte di un villaggio indigeno.

Fu del tutto inaspettato. Il percorso era più largo, più comodo, quando improvvisamente passava sotto un alto ingresso in legno - composto da tavole di legno scuro, lucide e decorate con dei teschi, con la forma di un copricapo. Passandovi sotto, Guybrush si trovò tra le capanne di paglia gialla/marrone del villaggio.

Il vento soffiava in modo solitario. Uno scheletro appeso al secondo piano di una capanna su palafitte sventolava nella brezza, calciando sulle pareti.

Per essere un villaggio, era senz'altro un posto tranquillo.

Guybrush guardò nella capanna vicino al cancello. Era vuota. La capanna accanto ad essa era molto vuota - anche più vuota.

Guybrush guardò la casa su palafitte. Non riusciva a vedere il suo interno da qui, ma scommetteva che fosse vuota.

Si avviò comunque avanzando ulteriormente all'interno del villaggio. Non c'era nessun segno di abitazioni. Le capanne che stava attraversando erano le capanne più vuote che avesse mai visto. Non c'erano dubbi - erano tutte vuote.

Capanna dopo capanna c'era sempre il vuoto. Ciò indusse addirittura Guybrush a pensare che nella definizione di 'vuoto' in un dizionario, ci sarebbe stata la foto di una di queste capanne.

Ma, alla fine, c'era una capanna differente.

Non sembrava meno vuota delle altre. Ma era chiusa a chiave, e la porta possedeva ai margini due grandi statue di pietra. In un lato della capanna c'era un enorme testa di pietra, due volte più alta di Guybrush, di fronte alla quale erano state disposte lance, scudi, e ciotole di frutta come offerta.

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Re: [Traduzioni] Le memorie di Guybrush Threepwood

Messaggio da turok » 25 giu 2016, 20:38

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La bocca della testa di pietra era aperta - vuota, come la fortuna che aveva avuto. I suoi occhi erano vacui, e sopra di essi c'era un'alto circolo di colonnine di pietra, come un copricapo greco o un elastico contro il sudore.

Guybrush guardò la ciotola di frutta davanti alla statua. I vari articoli sembravano un pò troppo maturi, fatta eccezione per le due belle e succose banane.

Banane...

Improvvisamente, Guybrush capì. Sapeva cosa fare! Quindi, quello era ciò che la scimmia voleva... Bene, bene, bene. Guybrush intascò le banane e si voltò per andarsene, sperando di tornare alla barca e navigare fino alla spiaggia meridionale.

Purtroppo per Guybrush, apparvero alcuni dei nativi. Tre di loro, ognuno dalla pelle scura, erano vestiti con della stoffa larga giallo/verde al bacino, una sorta di calze termiche viola/rosa, grossi bracciali viola, e portavano delle elaborate maschere; erano apparsi nel piccolo spiazzo di fronte la capanna del capotribú. Anche se Guybrush non riusciva a vedere i loro occhi, non sembravano impressionati.

Il nativo più vicino aveva una maschera rossa brillante che sembrava un pò come un incrocio tra un leone e un pomodoro. «È una banana quella che hai in tasca", disse con cattiveria, "o sei solo contento di vederci?"

"Hai un bel coraggio a rubare dai famigerati cannibali di Monkey Island™", disse il secondo nativo. Indossava una maschera grigia con enormi aculei che sembrava un incrocio tra nulla che Guybrush avesse mai visto prima sulla terra, ma era qualcosa che sicuramente era maligna, con gli occhi strabici. Accanto a lui, il terzo nativo, con in testa una maschera più convenzionale di limone, annuì.

"Siete cannibali?!" chiese Guybrush tremante.

"Beh, sì," disse il primo nativo, quasi a malincuore. "Anche se, ultimamente stiamo cercando di evitare la carne rossa."

"Solo per questioni di salute", disse il secondo nativo, cancellando istantaneamente ogni possibilità di considerazioni etiche. "Siamo sempre molto feroci."

"Specialmente con i turisti che ci vogliono rubare la merce per souvenirs!" disse il primo nativo, che sembrava essere il leader del gruppo. Allora, cosa hai da dire in tua difesa?" chiese in modo provocatorio a Guybrush.

Guybrush pensò. "Cosa c'è dietro di te! una scimmia a tre teste!" gridò improvvisamente il nostro. Gli indigeni si voltarono a guardare. Guybrush si mise a correre, ma gli indigeni avevano capito l'inganno.
Ehi!" gridò il primo, fermando il suo scatto di libertà ancor prima di averlo cominciato. "Pensi veramente che siamo così stupidi? Non insisterei troppo se fossi in te."

Ci fu un momento di silenzio. Era la classica situazione di stallo alla messicana, o lo sarebbe potuta essere se Guybrush fosse stato in una qualche posizione di potere. Mentre l'impasse continuava, un sacco peloso marrone si staccò dagli alberi dietro gli indigeni e si avvicinò. Era una scimmia, e aveva tre teste.

Guybrush strillò. "Guarda dietro di te! Una scimmia a tre teste!" Disse eccitato.

I nativi non si mossero. "Ah!," disse quello con la testa di pomodoro con condiscendenza. "Non ci cascheremo DI NUOVO con quel vecchio trucchetto!" La scimmia a tre teste stava mangiando una banana, spostandosela di bocca in bocca. Si gettò la pelle di distanza, e si ritirò di nuovo nella giungla. "Penso che adesso ti mangeremo", disse allora Testa di Pomodoro, vedendo che Guybrush non faceva molta resistenza. "A meno che..." E qui guardò, almeno si spera, Guybrush, "Se tu avessi qualche tipo di offerta, qualcosa che potremmo offrire alla Grande Scimmia, forse ci potrà convincere di non farti arrosto. Allora?"

Guybrush esaminò il suo inventario. Provò ad offrirgli la lente. "Non credo la Grande Scimmia la vorrebbe", disse il primo nativo. Il pezzo di selce: "Dai, puoi fare di meglio." Le mentine per l'alito: "Grazie, ma abbiamo già le nostre." Il blocco di rimozione: "Ora che cosa ci dovrebbe fare con questo la Grande Scimmia?"

I nativi si stavano stancando delle sue offerte. "Ovviamente, non hai niente per noi", disse Testa di Pomodoro. "Forse ti mangeremo, forse ti lasceremo andare. Dobbiamo prima consultarci con il dietologo del villaggio. Vieni. Ti farò vedere la capanna degli ospiti. Gli indigeni accompagnarono Guybrush nella direzione da cui era venuto, verso la capanna del capotribú. Apriprono la porta, spinsero dentro Guybrush, chiusero la porta, e la sbarrarono con due lance. "ADESSO si che va bene", disse, soddisfatto, Testa di Pomodoro. A quel punto se ne andarono.

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Re: [Traduzioni] Le memorie di Guybrush Threepwood

Messaggio da turok » 27 giu 2016, 23:28

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Guybrush osservò la sua prigione. Un enorme oggetto giallo con delle mani bianche, riposto sotto la finestra, catturò subito la sua attenzione. Il raccoglibanane di Herman! Lo prese - era sorprendentemente leggero - e lesse il biglietto ben fissato nel manico. "Se lo trovate, siete pregati di restituirlo a Herman Toothrot." Posò quindi il raccoglibanane.

Vicino al raccoglibanane c'era un piccolo mucchio di ossa, che rese Guybrush un pò meno allegro. Sarebbe finito così se non fosse riuscito a trovare un modo per uscire da li. Alzò gli occhi al tetto, da cui pendevano robuste piante rampicanti. Le strattonò, si accorse così che erano abbastanza forti, ma qualcosa gli diceva che impiccarsi non sarebbe stata la soluzione migliore.

C'era un altro pezzo di carta, sulle assi del pavimento della capanna. Guybrush lo raccolse, scoprì che era un promemoria, e lo lesse comunque.

    Per il pirata fantasma LeChuck:

    Dobbiamo protestare la tua 'acquisizione' della nostra antiradice voodoo. Ci rendiamo conto che presenta un pericolo per te e per tutto l'equipaggio, ma questo è furto!

    - I cannibali di Monkey Island™

Guybrush lasciò cadere la nota, e notò un piccolo grazioso cranio li dietro. Prese il cranio, che stava facilmente nella sua mano, e lo guardò. Niente di speciale. Ma c'era qualcosa nell'asse su cui era stato appoggiato. Guybrush la spinse per curiosità - si staccò! Guybrush prese l'asse, rivelando così un passaggio molto ben illuminato,che portava ad un tunnel sotto la capanna. Una via di fuga.

Il nostro guardò il raccoglibanane. Lui sarebbe potuto passare attraverso il buco, ma dubitava che il raccoglibanane ce l'avrebbe fatta. Il suo recupero avrebbe dovuto aspettare qualche altro giorno.

Guybrush si gettò nel foro, strisciando sul pavimento del tunnel, e iniziò ad uscire lentamente.

La via di fuga terminò in una botola che, come Guybrush si rese conto quando la aprì, sbucava in una delle capanne completamente vuote sull'altro lato del villaggio. Andò alla porta e guardò alla sua destra, poté così vedere solo i tre indigeni di fronte alla "capanna per gli ospiti", che discutevano. Avrebbe potuto ascoltarli meglio.

Guybrush guardò il recinto che circondava il perimetro del paese, e si avviò lungo seguendolo fino al cancello.

"... E no, non mi sta venendo la nausea.", disse Testa di Pomodoro, da lontano. "Vorrei TANTO mangiare quel tipo!"

"Allora facciamolo!" disse Testa Grigia con enfasi.

"Ma pensa alle tue arterie!" esclamò Testa di Pomodoro.

Guybrush se la stava cavando bene - era quasi al cancello, ed era nascosto alla vista dalle capanne.

"Noi SIAMO cannibali, perdiana!" disse Testa Grigia, che sembrava essere in preda a una crisi di identità.

"Sì, ma anche i cannibali come tutti gli altri devono stare attenti ai grassi saturi."

"Se devo mangiare più frutta," disse Testa Grigia, "la mia testa si trasformerà in un grande limone! Senza offesa, Lemonhead".

Guybrush scivolò intorno al cancello e trottò rapidamente lungo il sentiero. Phew, pensò. Sfiorò molti sciami di zanzare nel suo percorso, si immerse tra stormi di pappagalli dai colori vivaci che volavano incautamente tra gli alberi, e stette sempre attento ai serpenti, mentre tornava rapidamente alla barca.

I cannibali gli avevano lasciato tenere le banane. Quello era buono. Ne avrebbe avuto bisogno...

Il sole stava calando, era appena passato mezzogiorno, quando Guybrush arrivò alla spiaggia. Trascinò rapidamente la barca verso il mare calmo e dopo di ciò ci saltò dentro.

Passarono molti minuti di furiose remate, e Guybrush attraccò nuovamente sulla spiaggia meridionale. Trascinò la barca all'ombra del banano, e notò che tre banane erano cadute dai rami. Ancora più fortuna. Guybrush le raccolse, rimosse la sabbia, e partì per la foresta.

Camminando a nord, Guybrush mantenne il crepaccio alla sua destra, passando attraverso vigneti e scansare lavaggi fino a quando finalmente raggiunse la depressione ombreggiata che sembrava essere la casa della scimmia.

Guybrush guardò il suolo insicuro, cercando di capire se ci fosse una parte solida. Infine si addentrò nella cava, i suoi piedi affondarono in mucchi di rami e foglie che stavano sotto, quindi si fermò.

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Re: [Traduzioni] Le memorie di Guybrush Threepwood

Messaggio da turok » 29 giu 2016, 16:02

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La scimmia stava svolazzando tra le liane, la sua coda bianca e grigia veniva utilizzata sapientemente come un quinto membro del corpo. Dava l'impressione di essere angosciata e un pò preoccupata, per quanto una scimmia potesse sembrarlo. Non si era, ancora, accorta della chiazza bianca e rosa sotto di lei.

Guybrush prese una banana dalla tasca e tenne il frutto curvo giallo in aria come un faro.

La scimmia, allertata da un lampo di colore giallo, voltò la testa mentre stava dondolando, e di conseguenza perse la presa, si schiantò a capofitto in un grosso tronco nodoso, e cadde a terra. Si alzò di scatto, strillando, e corse attraverso le felci con le mani e i piedi, fermandosi di fronte a Guybrush. Si alzò e lo guardò con sguardo d'attesa, quasi come un cane che elemosini il cibo.

Guybrush gli diede la banana.

Le piccole, mani scheletriche della scimmia afferrarono avidamente la banana. Con movimenti di una velocità accecante la scimmia sbucciò la banana, inghiottì il frutto maturo con entusiasmo, e finì con il mangiarne anche la pelle. Guardò così nuovamente a Guybrush, con la sua coda sollevata che agitava dolcemente.

Guybrush gli diede un'altra banana. Questa sparì in modo simile alla precedente.

Gli furono date anche le atre tre banane. La scimmia le mangiò. Quando finì l'ultima banana, la scimmia mostrò i denti a Guybrush (la cosa più vicina ad un sorriso per una scimmia), e fece "Oook ook!"

"Era un grazie?" domandò Guybrush sospettoso.

"Oook."

«Oh. Va bene. Andiamo allora." Guybrush si diresse verso la via d'uscita dalla cava, e iniziò ad uscire.

La scimmia lo seguì.

Molti erano stati richiamati da un tesoro dai luoghi più lontani. I cavalieri della tavola rotonda si sono diretti in lungo e largo per l'Inghilterra, causando, mentre lo facevano, un sacco di problemi inutili, nella loro ricerca del Santo Graal. I conquistadores spagnoli hanno cercato nel Nuovo Mondo il leggendario El Dorado, e se l'uccisione di milioni di nativi Incas era quello che ci voleva, beh, indicatemi la strada per il campo di battaglia. Ancora in migliaia continuano la ricerca di Atlantide. Molti hanno stupidamente, e distrattamente, dedicato la propria vita nella sfortunata ricerca della Fonte della Giovinezza, con i loro compagni meno conosciuti l'Acqua della Soddisfazione e il Comune Bagno dell'Abbondanza. Ma tutti quegli uomini, provati fino in fondo all'anima, avevano bisogno di una scimmia che si adoperasse come apprendista nel lavoro per ottenere una banana.

La scimmia non aveva mangiato una banana da tre anni. In parte, questo era dovuto al fatto che era una scimmia molto stupida. Ora uno straniero alto (dal punto di vista della scimmia, almeno) gliene aveva date cinque. Sicuramente la scimmia avrebbe seguito questo Messia, ovunque fosse andato.

Guybrush la portò lungo tutto il margine del crepaccio, attraverso la giungla fitta e le felci urticanti, al laghetto appena riempito e lungo la costa per l'istmo. Arrivarono fino in cima alla sabbiosa altura, su per la collina, e al di là del suo margine fino alla recinzione del Testa di Scimmia.

Assicurandosi che la scimmia stesse prestando la massima attenzione (non doveva essere disturbato), Guybrush raggiunse il totem a sinistra e tirò il naso. La recinzione scomparve. Lo lasciò e il recinto si chiuse di nuovo.

Guybrush guardò la scimmia e indicò il naso. "Tieni questo", disse, "e io ti do un intero barile carico di banane."

"Oook?"

"Un camion carico di banane!" Guybrush allargò le braccia più che poté per indicare le dimensioni approssimative del camion.

"Oook!" Fortunatamente, la scimmia cominciò ad arrampicarsi sul totem, trovando facile la presa grazie alle profonde incisioni. La sua mano piccola, da bambino afferrò il naso, e si dondolò così nello spazio. Fortunatamente, con cinque banane nello stomaco, la scimmia era abbastanza pesante per aprire il cancello.

Prima che perdesse la sua presa, Guybrush entrò.

La Testa di Scimmia si delineava sempre di più man mano che ci si avvicinava. Era un peccato che non possedesse la chiave, ma che era una cosa a cui pensare più tardi. Per il momento, aveva bisogno di un'offerta.

Guardando nello spazio antistante alla Testa di Scimmia, Guybrush ora vide una serie di idoli disposti nel terreno di fronte alla testa, ovviamente erano delle offerte per avvenimenti passati. Erano tutti scolpiti con un legno marrone scuro, in uno stile un pò scadente, che indicava un artigiano ancora poco pratico.

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Re: [Traduzioni] Le memorie di Guybrush Threepwood

Messaggio da turok » 29 giu 2016, 21:09

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Ogni idolo era unico. Alcune caratteristiche erano comuni - tutti, per esempio, sembravano abbastanza umanoidi, con due braccia e due occhi. Uno, però, era più curioso - sembrava un cane che indossava un cappello, in cima al quale c'era un coniglio demoniaco con un sorriso inquietante. La maggior parte erano piuttosto grandi, per le spalle di Guybrush. Non c'era modo che sarebbe stato in grado di carrello uno di quelli indietro.

Guybrush stava cominciando a preoccuparsi, quando vide, guardando il terreno per la seconda volta, un piccolo idolo inutile grande all'incirca quanto la sua mano. Era per la maggior parte sommerso nel terreno. Guybrush così lo tirò fuori. Lo guardò più da vicino.

"Un vero prodotto schifoso e dozzinale da turista" fu la sua opinione in riguardo. Eppure, forse ai cannibali sarebbe andato bene. Questo era l'unico idolo che aveva qualche possibilità di essere preso, per cui lo avrebbe dovuto raccogliere. In ogni caso, a nessuno sarebbe mancata quella schifezza.

Guybrush mise in tasca l'idolo. Mentre lo faceva, notò un'etichetta sul fondo - "Fatto da Lemonhead". Guybrush lasciò lo spiazzo, oltrepassò la scimmia che teneva ancora fedelmente l'ingresso aperto, si avvicinò al pendio e uscì dal campo visivo dell'animale.

La scimmia mantenne la sua presa sul naso. Aspettò pazientemente. Guybrush non riapparve.

Teneva ancora la presa. Non penzava lontanamente di perdere quel camion carico di banane.

Intanto Guybrush stava camminando furiosamente lungo la spiaggia di Monkey Island™, maledicendo la sua decisione di attraccare presso l'estremità meridionale.

Dopo molti minuti di sforzi, finalmente arrivò alla barca, spingendola verso il mare, ci saltò dentro, cominciò così a remare, e maledisse di nuovo la decisione dei cannibali di vivere sul lato sbagliato della montagna.

Dopo molti più minuti di lotta contro i venti variabili e gli occasionali schizzi d'acqua, Guybrush sbarcò sulla spiaggia. Iniziò a quel punto a correre lungo il sentiero che conduceva al villaggio dei cannibali, augurandosi periodicamente che i cannibali avessero deciso di vivere un pò più vicino alla costa.

Dopo molti e molti ancora minuti di sudore, Guybrush barcollava nel villaggio dei cannibali. I tre nativi che aveva incontrato prima erano in piedi intorno al centro delle capanne ancora deserte, avevano una discussione in corso. Si accorsero del suo ingresso, e si precipitarono rapidamente per scongiurare qualsiasi ritirata improvvisa.

«Ah, il ladro di banana torna sul luogo del delitto", disse Testa di Pomodoro.

"Forse dovremmo mangiarlo in questo momento," suggerì Testa Grigia.

"Hai idea di quanto colesterolo c'è in una di queste cose", chiese Testa di Pomodoro, che aveva preso spunto del precedente arrivo di Guybrush per discutere quelle cose con il nutrizionista villaggio. Le prospettive non erano buone, soprattutto per un pirata la cui pelle era dura e la sua carne filante.

Testa di Pomodoro riportò la sua attenzione su Guybrush. "Allora, come hai fatto a uscire dalla nostra capanna e perchè sei tornato?"

Guybrush aveva intenzione di dire, ovviamente, che voleva affidarsi al loro lato buono e che aveva un'offerta per dimostrarlo. Tuttavia, Testa Grigia, continuando i suoi discorsi riguardanti la sua idoneità ad essere mangiato, lo aveva reso un pò nervoso. Di conseguenza rimase a bocca aperta: "Non mangiarmi! Ti darò qualsiasi cosa!"

"Qualsiasi cosa?" chiese Testa di Pomodoro in una voce lenta e meditabondo. «Va bene. Ti daremo un'altra opportunità per darci qualcosa in cambio della tua libertà."

Guybrush non aveva abbastanza ingegno per mostrare la statuetta.

Testa di Pomodoro subito gliela strappò di mano. "Ehi, wow! È impressionante!" Guardò ancora un pò l'oggetto, poi gridò "LEMONHEAD! Vieni a vedere!"

Il tranquillo nativo con il copricapo giallo venne al suo fianco e osservò l'idolo. "Oooh, che bello", disse con una voce che a Guybrush ricordava piccoli uomini calvi, con degli occhiali, che spendono troppo tempo con i bambini. ".... Semplice. Proprio come uno dei miei. Piccolo. Come il mio e dice, 'Fatto da Lemonhead' - proprio come uno dei miei!" La sua voce era entusiasta, sembrava proprio contento. "Dobbiamo portarlo alla Grande Scimmia!"

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Re: [Traduzioni] Le memorie di Guybrush Threepwood

Messaggio da turok » 30 giu 2016, 0:40

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"Sì, sono d'accordo," concordò Testa di Pomodoro. Guardando ancora una volta Guybrush, disse "Ti siamo molto grati per questo bel regalo. Se mai tu avessi bisogno di qualcosa su Monkey Island™, vieni a trovarci." I nativi poi cominciarono a parlare tra di loro e fecero per andarsene. Presto no si videro più.

Guybrush fu lasciato solo nel villaggio. Guardò a destra, dove la porta al rifugio ospite era appoggiata aperto. Guardò a sinistra e destra, poi in punta di piedi di soppiatto alla porta, scivolò dolcemente intorno al telaio, e si lasciò cadere nella capanna.

Il raccoglibanane era ancora lì. Guybrush prese il congegno giallo brillante, che era più alto di lui, e improvvisamente pensò dalla lunghezza dell'oggetto che avrebbe dovuto portarlo a Herman nel fortino. Le sue gambe erano stanche ancor prima di cominciare il viaggio.

Non c'era altro da fare. Facendosi forza con questo pensiero, Guybrush prese il raccoglibanane e lasciò la capanna, camminando con fare furtivo avrebbe attirato ben presto l'attenzione di qualcuno cje si fosse trovato nei paraggi.

Come ci si poteva aspettare, c'era qualcuno. Con le spalle verso Guybrush c'era Herman, che stava sbuffando vicino al cancello del villaggio e inveiva verso l'aria. "Tutto quel che voglio è il mio raccoglibanane" stava dicendo, con la voce della ragionevolezza. "Me lo daranno? Vogliono prima, indietro la chiave per la Testa di Scimmia! Che un giorno riavranno! Non pensi di essere stato irragionevole? Non credo di chiedere troppo."

Guybrush tossì.

Herman si voltò. "Oh ciao!" disse. "Stavo solo cercando i nativi, per convincerli a restituirmi il raccoglibanane - ma non riesco a trovarli!"

Guybrush era in piedi non molto lontano da Herman, ed era in possesso di uno sgargiante raccoglibanane giallo che era anche più alto di lui. Gli venne in mente che forse Herman era a pochi bastoni corti di un fascio.

"Ho il tuo raccoglibanane", disse Guybrush, consegnando volentieri il dispositivo metallico.

Herman lo prese. "Ehi, grazie! Credevo di non rivederlo mai più!" Infilò la mano nella camicia. "Ecco, puoi riportare questa chiave per la Testa di Scimmia agli indigeni."

Guybrush rimase impressionato quando Herman tirò fuori dalla sua camicia un bastone bianco, lungo circa tre piedi, leggermente più largo su entrambe le estremità, e lo diede a lui. "Va bene", disse Guybrush, tenendo l'oggetto quasi senza peso nella mano destra. "E non ti preoccupare, non la userò." Poiché Herman non sembrava volersene andare, Guybrush annuì e prese la via per uscire dal villaggio.

Sulla via del ritorno, capì il trucco - la chiave era pieghevole.

Circa a metà del ritorno, il primo dubbio lo assalì.

Sapeva che LeChuck si trovava da qualche parte nei pressi della Testa di Scimmia. Non sapeva dove. Non sapeva quanti pirati erano con lui. Non aveva l'antiradice voodoo con cui combatterli, anche se non fossero stati molti. E per coronare il tutto, non aveva più una nave per riportare Elaine a casa!

Guybrush si fermò. Aveva bisogno di aiuto.

I cannibali non erano perfetti. Sembravano un pò lenti. Ma qualsiasi scoglio in una tempesta...

Guybrush, così, tornò al villaggio.

Quando arrivò, Herman era andato via, ma gli indigeni erano radunati nel centro del villaggio. Lo salutarono con sorrisi smaglianti. "Sei tornato per avere qualcosa in cambio per il tuo bel regalo?" chiese Testa di Pomodoro.

"Beh, sì," cominciò Guybrush.

"Dicci. Cosa vuoi?"

Guardando le loro facce innocenti, oneste, Guybrush provò un improvviso senso di colpa. "A pensarci bene, avete già fatto tanto..."

"Be, se c'è qualcosa che possiamo fare, faccelo sapere."

Guybrush annuì. "Grazie."

Testa di Pomodoro guardò gli altri. "Quello di che è un bravo ragazzo!" Si voltarono per andarsene.

Guybrush aveva ripreso la sua determinazione. "Beh veramente, ci sarebbe qualcosa...» cominciò incerto, non volendo rovinare il momento.

I nativi tornarono indietro. "Dicci, che cos' è?" chiese Testa di Pomodoro.

"Ho bisogno di una nave", disse Guybrush.

Testa di Pomodoro non sembrava aver capito. «Come hai fatto ad arrivare fin qui senza una nave?"

Guybrush fu colto di sorpresa. Balbettò: "Beh, una grande roccia è caduta dal cielo, e..."

Testa di Pomodoro lo interruppe. «Capisco. Non aggiungere altro. Beh, mi dispiace, ma non abbiamo una nave. C'è qualcos'altro che possiamo fare per te?"

Guybrush provò allora con qualcosa di diverso. "Sto cercando una persona", disse.

Testa di Pomodoro era incredulo come in precedenza. «Qui? Su Monkey Island™?"

"Siamo gli unici abitanti di Monkey Island™," affermò Testa Grigia.

"Cioè, gli unici civilizzati", lo corresse Testa di Pomodoro.

Guybrush decise di venire al sodo. "Sto cercando una trentina di tipi morti e una donna."

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Re: [Traduzioni] Le memorie di Guybrush Threepwood

Messaggio da turok » 30 giu 2016, 18:50

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"Non credo di voler sentire dell'altro", disse Testa di Pomodoro con un'espressione di estrema avversione sul suo volto che suggeriva che aveva già sentito troppo.

Per fortuna intervenne Testa Grigia. "Aspetta - forse sta parlando di quei pirati morti."

"Oh sì - proprio quelli"

"Allora hai visto il pirata fantasma LeChuck e il suo equipaggio cadaverico?" domandò Guybrush.

"Sono mesi che quei farabutti ci danno noie!" disse Testa Grigia.

Testa di Pomodoro non parve colpito. "Svolazzano in giro in quella loro nave fantasma da rabbrividire... gemendo e lamentandosi fini all'alba."

"spaventando tutti i turisti"

"Di solito, quando abbiamo dei problemi con i non-morti", spiegò Testa di Pomodoro, "prepariamo la nostra formula standard esocircistica e via."

"Allora perché non lo fai adesso?" domandò Guybrush.

«Beh, l'ingrediente principale della pozione è una radice molto rara - infatti, ne esiste solo una."

"Vedi, ne usiamo solo un pochino alla volta," spiegò Testa Grigia.

"Ma LeChuck l'ha rubata tutta!"

"LeChuck è venuto qui e ha rubato la vostra radice?" esclamò Guybrush in tono indignato. "Che mascalzone!"

"Oh, suppongo che rubare banane sia migliore?" chiese Testa Grigia con cattiveria.

Ci fu un momento di timido silenzio. «Dove la nasconde LeChuck?" domandò infine Guybrush, in un tono di voce più gentile.

"Si trova in un posto sotto quest'isola, da qualche parte in un labirinto di catacombe. Un luogo infernale che trema con i lamenti delle anime torturate, intrappolate per sempre nella pietra, dove le pareti sanguinano e l'aria è colma del puzzo putrefatto del male."

"I turisti facevano la fila per ore per vederlo", intervenne Testa Grigia orgoglio.

A Guybrush piaque la descrizione del luogo, anche se era il tipo di posto che sarebbe stato chiuso da un Dipartimento della Salute con una minima vigilanza. "E poi è arrivato LeChuck e ha rovinato tutto, giusto?" disse il nostro.

"No, abbiamo perso la chiave." disse Testa di Pomodoro.

"È stata rubata!" lo corresse Testa Grigia con rabbia.

«Beh, l'abbiamo prestata ad un eremita che vive sull'isola,", affermò il più conciliante Testa di Pomodoro.

"E finché quel vecchio balordo senza braghenon la riporta indietro, noi terremo il suo raccoglibanane."

Guybrush aveva appreso abbastanza. «Vado a cercare LeChuck e mi prendo la radice!" esclamò.

Testa di Pomodoro non sembrava pronto a condividere l'entusiasmo. "Mi dispiace, ma non è così semplice. Cercare LeChuck potrebbe essere molto pericoloso."

Testa Grigia parlò. "Non potresti mai farcela nelle catacombe senza--"

Fu improvvisamente interrotto da Testa di Pomodoro, che si girò furiosamente. "Ehi!" gli gridò. "Utimau sulla Estatau del Avigatorenau!"

"Che cosa?" domandò Guybrush.

"Niente."

«Niente», concordò Testa Grigia frettolosamente.

"Ma perché state parlando in arabo maccheronico?"

Tomato Head guardò Testa Grigia. "Vedo che sei rimasto sconcertato dal nostro dialetto natio. Bene."

"Erpau asocau aihau nauau appamau elledau atacombecau?" domandò Guybrush.

"Imau ispiacedau. Onau" Disse Testa di Pomodoro, scuotendo il capo piuttosto grande.

Testa Grigia sembrava più disponibile. «Potremmo almeno dirgli cosa fa la testa.", disse a Pomodoro.

"Beh, è ​​uno strumento per la navigazione."

"È una testa. Un tempo apparteneva ad un navigatore."

"L'abbiamo mantenuta viva con la magia per sfruttare il suo senso innato della direzione. Inoltrarsi nelle catacombe senza questa sarebbe impossibile."

"Ma è l'unica che abbiamo, dunque non la puoi avere", disse enfaticamente Testa Grigia.

«Credo che non abbiamo niente da darti," dichiarò un pò a malincuore Testa di Pomodoro.

«E dopo averci dato quel bell'idolo..." disse Lemonhead tristemente.

"Sei libero di venire a visitare la Grande Scimmia quando vuoi", concluse Testa di Pomodoro, provando così ad offrire almeno qualcosa a Guybrush. Si volse a Lemonhead. "Allora, Lemonhead, cosa stavi dicendo sulle creme tropicali?"

Gli indigeni ripresero la loro discussione, lasciando Guybrush da solo per trovare la via d'uscita. Piuttosto che fare questo, Guybrush iniziato a guardarsi nelle tasche. Forse Stan aveva alcune parole di saggezza.

Guybrush trovò gli opuscoli datigli da Stan, e li sfogliò. 'Come cavarsela con la caccia al tesoro' sembrava piuttosto inutile, così come l'opuscolo intitolato 'come armarsi nella Battaglia Navale'. Il titolo dell'ultimo volantino, però, catturò subito la sua attenzione: 'come andare avanti nella navigazione.'

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Re: [Traduzioni] Le memorie di Guybrush Threepwood

Messaggio da turok » 4 lug 2016, 16:00

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Purtroppo, il suo contenuto era poco stimolante, composto come da un elenco relativo alla qualità di un catalogo di Strumenti di navigazione di Stan. Disgustato, Guybrush rimise il volantino in tasca.

O meglio era in procinto di rimetterlo in tasca...

Improvvisamente, una minuscola particella di ispirazione, fugace attraverso l'universo, colpì il cervello di Guybrush, che in quei giorni era diventato una sorta di un attrattore di tali cose.

Guybrush ebbe un'idea.

Si avvicinò agli indigeni, che discutevano ancora in cerchio, e mostrò il volantino. Testa di Pomodoro lo prese e spalancò gli occhi mentre leggeva il titolo. "Beh, guarda questo!" esclamò. "Sembrano istruzioni su come procurarsi una testa!"

"Potremmo dargli la nostra testa, ed usare queste istruzioni per procurarcene una nuova!" rispose Testa Grigia, la mente del villaggio.

Testa di Pomodoro tornò a guardare Guybrush. "Sì, suppongo che adesso possiamo dartela." disse. Mise le mani tra le pieghe della sua borsa e tirò fuori un piccolo oggetto delle dimensioni e del colore simili a quelle di una noce di cocco. Diede l'oggetto avvizzito e raggrinzito a Guybrush, che, con gratitudine lo prese.

"Grazie", disse Guybrush, fissando gli occhi della testa.

Si, non c'è male per una vecchia testa prosciugata, vero?" disse Testa di Pomodoro con orgoglio.

Per una vecchia testa prosciugata, sì, pensò Guybrush. Per chiunque altro, non era così buona. Guardò la piccola testa tra le sue braccia, i capelli a punta erano arricciati sul suo cranio come delle erbacce secche, capelli che si contorcevano sotto gli avambracci e in qualche modo sembravano vivi, una collana di occhi gelatinosi circondava la testa, le sue sottili labbra screpolate, denti gialli di nicotina, e per la maggior parte molto distanziati tra loro, occhi pieni di terrore che ruotavano follemente da una parte all'altra come un paio di uova fritte in un temporale.

"La teniamo avvolta in questa collana magica che la rende invisibile ai fantasmi", spiegò Testa di Pomodoro, indicando la moltitudine di occhi legati ad una sottile stringa di tessuto. Gli occhi della testa, girarono verso l'alto, fissando Guybrush. Si fermarono. La testa sorrise, un movimento di pochi millimetri scoprendo i denti. "Oh, guarda - penso che tu gli piaccia", disse Testa di Pomodoro. "Segui il suo naso, ed egli ti condurrà al nascondiglio di LeChuck nelle catacombe. Poi prendi la radice da LeChuck e torna qui, e noi prepareremo il nostro intruglio speciale enzimatico per dissolvere i fantasmi."

"Poi potrai versarlo su LeChuck come sale su un verme!" disse Testa Grigia.

"Yeah!" esclamò entusiasta Guybrush. Cambiò la presa della testa, in modo che ora la teneva per i capelli. Gli pendeva liberamente, nell'aria umida.

"Buona fortuna," dichiarò Testa di Pomodoro. Con quella nota finale di incoraggiamento, i nativi se ne andarono, entrando quindi in un rifugio a caso.

Tenendo la testa lontana dal suo corpo (non era un oggetto con cui Guybrush si sarebbe sentito a suo agio nascondendolo da qualche parte vicino alla sua persona, soprattutto nelle tasche), Guybrush percorse nuovamente il sentiero, con l'obiettivo di trovare la radice. Quella era praticamente la migliore missione che stava facendo da quando era arrivato su Mêlée Island™.

Poteva risparmiare un pò di tempo di viaggio attraccando sull'istmo, vicino alla Testa di Scimmia, ma non molto. Il sole ormai era notevolmente più basso nel cielo.

Guybrush fu presto nell'avvallamento della Testa di Scimmia. La scimmia era ancora lì, che oscillava fedelmente sul naso del totem. Guardava speranzosa Guybrush, che la ignorò totalmente mentre oltrepassava il recinto e si dirigeva verso la Testa di Scimmia.

Si stagliava grande e minacciosa come prima, adesso ancor di più in quanto Guybrush non riusciva a trovare nessun punto in cui inserire la chiave. I buchi che c'erano al posto dei suoi occhi erano l'unica speranza, ma si trovavano troppo in alto da raggiungere.

Lo sguardo esperto di Guybrush fu catturato dall'orecchio destro della Testa di Scimmia, o più precisamente dal profondo pozzo di oscurità tra il volto e la guancia destra. Era il secondo foro d'orecchio di scimmia più grande che avesse mai visto, e (uno sguardo più da vicino lo confermò) il più sporco. Tuttavia, in qualche modo questo orifizio sembrava quello giusto in cui dovesse essere inserita una chiave.

Guybrush lo raggiunse ed estrasse la chiave, la aprì, e ora sotto la luce, in rapporto a ciò che aveva appena visto, capì di cosa si trattasse.

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Re: [Traduzioni] Le memorie di Guybrush Threepwood

Messaggio da turok » 4 lug 2016, 16:03

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La chiave era un cotton fioc gigante.

Guybrush strinse i denti, guardò in basso, pose la testa del navigatore a terra, e infilò il cotton fioc nel buco dell'orecchio della scimmia. Si inserì subito in una spessa raccolta di cerume. Sforzandosi, Guybrush spostò il cotton fioc su e giù, spingendo e tirando più in profondità nella massa gelatinosa, cercando di seguire i suoni umidi, viscidi e in qualche punto simili a degli scricchiolii.

Ci fu un improvvisa pressione sull'estremità del cotton fioc, e uno scatto.

Un improvvisa folata di aria calda e umida soffiò accanto Guybrush, mentre le fauci della testa si aprirono cadendo a terra. Subito dopo la lingua blu della testa, si distese all'esterno, sopra i denti, come un tappeto. Guybrush guardò con stupore le fauci spalancate abbastanza grandi da permettergli l'ingresso, senza nemmeno abbassare il capo. Non riusciva a capire il perché, ma dal suo interno fuoriusciva un bagliore rosso opaco, e degli strani rumori.

Guybrush ritirò la fine del cotton fioc, che era macchiato di marrone scuro, e gettò la chiave il più lontano possibile. Si spolverò le mani, prese la testa del navigatore, e fece qualche passo sulla lingua. Era elastica, come un letto di canne, e l'acqua sgorgava in qualsiasi punto in cui i suoi piedi si posassero, ma riuscì a tenere il suo peso, che era parecchio. Guybrush passò sulla lingua, sotto i denti, e nel vero e proprio ingresso agli abissi sotterranei.

L'antro della bocca era breve, e finì presto in una cavità circolare contro la parete di fondo. Delle ossa, disposte come le vertebre del collo, formavano una scala che scendeva da questo buco, la quale portava a una vasta struttura successiva che sembrava possedere delle clavicole e una cassa toracica. Guybrush scese.

In poco tempo si trovò direttamente sopra lo sterno, le clavicole si estendevano ai suoi lati. Si voltò a guardare ciò che lo circondava, e si trovò in una caverna sotterranea più grande delle sue fantasie più sfrenate. Davanti a lui si estendevano innumerevoli percorsi, sospesi sopra torrenti fusi di lava, un enorme fiume che scorreva da sinistra a destra.

I percorsi arrivavano in prossimità dell'ampia sporgenza appena sotto la clavicola sinistra. Guybrush, dopo una piccola scalata era in piedi sul suolo marrone scuro. Lo spazio qui era abbastanza ampio, e nell'area buia immediatamente di fronte allo scheletro c'era una grande raccolta di funghi belladonna blu, costellati di macchie viola, rosse e verdi. Guybrush aveva la sensazione che all'inferno ci fossero stati i funghi.

Passò accanto ai funghi, facendo attenzione ad evitare la lava alla sua sinistra, si chinò sotto un arco di pietra nodoso come un albero antico, e si trovò ad attraversare il torrente di lava su un ponte curvo, largo appena due piedi. Arrivò al sicuro dall'altra parte, un pò nervoso alla vista dei volti urlanti di anime perdute incastonati nella pietra, e proseguì. Il percorso lo stava conducendo verso il piccolo ingresso di una grotta. Guybrush ci si infilò dentro, strisciandovi attraverso, e poco dopo emerse in una nuova caverna ancora più rossa e più infernalmente illuminata di prima.

I percorsi si diramavano in tutte le direzioni. Temeva di perdersi. Aveva solo la vaga idea, a causa dell'orientamento dello scheletro, che ora si trovasse al di sotto dell'istmo. Tuttavia, avrebbe potuto facilmente essere a meno di venti piedi dall'oceano. Era il momento di consultare la testa del navigatore.

Tenendola per la radice dei capelli, Guybrush mise la testa del navigatore davanti a se, come se fosse una lanterna. Immediatamente la testa cominciò a girare sotto la sua mano, un movimento stranamente delicato nonostante i capelli sporchi e folti, finendo col puntare alla sinistra di Guybrush, un percorso, questo, che lo portò tramite un ponte stretto ad un altro bivio.

Guybrush seguì il consiglio, e si fermò al bivio, dove un'intera parete era piena di giganteschi occhi rossi, senza palpebre. La testa cominciò a ruotare follemente, fino a quando si arrestò indicando a Guybrush la via da cui era venuto.

Guybrush la scosse. Sicuramente era difettosa.

La testa in modo provocatorio puntò sempre dietro.
Sospirando, Guybrush si voltò, e per poco non cadde, nel vedere un nuovo paesaggio sospeso sopra la lava. Nuovi percorsi e ponti, che portavano a stalattiti e stalagmiti, foreste di funghi e dei nasi sporgenti dalla sporcizia erano apparsi dal nulla.

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Re: [Traduzioni] Le memorie di Guybrush Threepwood

Messaggio da turok » 4 lug 2016, 16:04

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Guybrush si era già perso. L'ingresso della grotta era scomparso - non sarebbe potuto uscire. Tutto quello che poteva fare era fidarsi della testa del navigatore.

Cosa che fece, mentre la testa dava indicazioni tempestive e utili. Guybrush girò a sinistra, si fermò con orrore al grande naso rosso all'altezza delle sue ginocchia, prese un bivio a destra, attraversò un boschetto di stalagmiti, e ancora a destra per l'ingresso di un'altra grotta.

Uscendo dalla grotta, Guybrush dovette andare dritto, direttamente attraverso la lava, alla grotta sul lato opposto della caverna. Si chinò entrando.

Emergendo dalla grotta, proseguì diritto e finì in un'altra grotta. Ebbe un momento di preoccupazione quando la grotta sbucò in un vicolo cieco, ma la testa lo rimandò di nuovo indietro, in un paesaggio che era subito cambiato.

Ci fu un momento in cui la lava scomparve da sotto, le vie si unirono in una sola e Guybrush andò avanti più volentieri di prima, fino a quando finalmente arrivò alla cima di un'alta e ripida scogliera. Di sotto, vide la sagoma blu, spettrale della nave pirata di LeChuck, ancora ancorata nel lento flusso regolare di lava, le sue vele eteree che soffiavano nelle basse correnti sulfuree.

Ce l'avevano fatta. Guybrush sentiva di potersi fidare un pò di più della testa, ma ancora non abbastanza per consentirle di stare in tasca. La tenne saldamente nella mano destra. Un sentiero conduceva giù dalle scogliere fino alla nave, dove una scaletta dava ingresso al ponte. Guybrush prese ora questo percorso, saltando sopra le pietre cadute e camminando intorno i crepacco in mezzo alla strada. Mani veloci si aggrapparono alla scala, che, come il resto della nave era blu/nera e un pò immateriale, e Guybrush scattò su per la scala.

Stava sul bordo del ponte, e per il momento stava completamente studiando l'area.

Attorno all'albero, un gruppo di quattro pirati fantasma stavano facendo festa chiassosa. Erano i primi fantasmi che Guybrush avesse mai visto, e se la luce blu della trasparenza era un pò paurosa, non erano più spaventosi degli avventori dello Scumm bar. Uno stava suonando il violino, un altro, uno con una reale gamba di legno, ballava allegramente, di tanto in tanto lanciava la testa in aria e la rimetteva sul collo. Gli altri fumavano la pipa e annuivano a tempo con la musica. Dietro di loro c'era una botola.

Alla sua sinistra, un cane fantasma dormiva ai piedi della scalinata che portava alla ruota. Una porta era fissata nel legno vicino alle scale.

Alla sua destra, un fantasma si era in qualche modo ubriacato ed era svenuto in cima alle scale. Accanto a queste scale, c'era un'altra porta.

Nessuno gli prestava attenzione (Uno stato di cose abbastanza usuale. A Guybrush accadeva ovunque). Guybrush così camminò lungo il ponte verso la botola.

Quando raggiunse la botola e si chinò per aprirla, la musica si fermò.

Guybrush alzò lo sguardo.

I quattro pirati lo guardarono, un pò sbalordoti. Guybrush si rese improvvisamente conto che la sua forma solida, rosa pallido era un pò vistosa su una nave fantasma come quella.

Guybrush si schiarì la gola, che era diventata molto secca. "Uhhh", disse con un tentativo assolutamente fallito di nonchalance, "non è che per caso avete una radice che potrei prendere in prestito, vero?"

Il pirata fantasma con la gamba di legno cominciò ad avvicimarsi in modo dinoccolato verso di lui.

"Yikes!" urlò Guybrush, e corse fuori dalla nave, saltò giù a terra, e si arrampicò su per il sentiero della scogliera. Fece una pausa per riprendere fiato. Non c'era modo di salvare Elaine da quella nave fantasma - era troppo reale.

Un pensiero lo colpì - tutti lo avevano guardato mentre stava lottando maldestramente per aprire la botola, ma nessuno di loro aveva guardato la testa nella mano destra. Perché?

Era del tutto evidente.

Ricordava le parole di Testa di Pomodoro: "...La teniamo avvolta in questa collana magica che la rende invisibile ai fantasmi..."

questa fu la sua risposta. Tutto ciò che Guybrush doveva fare era indossare la collana, e sarebbe stato in grado di muoversi liberamente per tutta la nave. Soddisfatto della sua deduzione, Guybrush andò a prendere la collana.

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Re: [Traduzioni] Le memorie di Guybrush Threepwood

Messaggio da Blackmonkey » 6 lug 2016, 18:49

di questo vecchio idiota rugoso
di quel vecchio idiota rugoso

e si avviò su per il sentiero
e si avviò nuovamente su per il sentiero

Ad un ispezione più accurata un passaggio, però, si sarebbe potuto trovare - molti dei pali di bambù avevano dei lacci legati, e davano l'impressione di un piccolo cancello. Spingerli o tirarli, tuttavia, non portava a nessun risultato.
Ad un’ispezione più accurata, però, un cancello apparve - molti dei pali di bambù presentavano diversi giri di filo che li legavano tra loro, e avevano un vago aspetto da cancello. Spingerli o tirarli, tuttavia, non portò a nessun risultato.

Non erano un bel ricordo da raccontare.
Nulla di speciale.

piuttosto che un disegno uniforme intarsiato come nella maggior parte dei totem
invece dell’impressionante disegno cesellato della maggior parte delle figure rappresentate sui totem

di forma allungata, tipici del giorno peggiore di Pinocchio.
di forma allungata, come Pinocchio nei suoi giorni peggiori.

In quello di sinistra si riconoscevano come riferimenti dei Teschi Rossi - per quello a destra, dei denti cariati. Il totem del Teschio Rosso era particolarmente degno di nota per la lunghezza delle sporgenze in legno, che spuntavano al centro di ogni faccia. Guybrush non poté resistere nel prenderne una e tirarla.
Quello di sinistra era identificato come opera di Red Skull - quello di destra, di Sharptooth. Il totem di Red Skull era particolarmente degno di nota per la lunghezza delle protuberanze in legno, che spuntavano al centro di ogni faccia. Guybrush non poté resistere dal prenderne una e tirarla.
mi pare che in MI1 e in MI3 i cannibali fossero identificati con il nome inglese (vedi Lemonhead ecc.). Se preferisci tradurre i nomi in italiano propongo Red Skull = Teschio Rosso, Sharptooth = Dentacuto o Lunghezanne.

Nello stesso momento in cui aveva lasciato andare l'appiglio, il recinto ricomparve.
Tanto rapidamente quanto era svanito, il recinto ricomparve.

Sembrava che avesse bisogno di qualche aiuto
Sembrava che avrebbe avuto bisogno di aiuto

Guybrush capì che forse non aveva bisogno di tanto esercizio.
Guybrush capì che forse non aveva bisogno di così tanto esercizio.

ora c'era un gigantesco lago blu profondo.
ora c'era un enorme e profondo lago blu.

Un lato del vulcano era aperto in un torrente che defluiva infine in un delta paludoso.
Si riversava fuori da un lato del vulcano in un torrente che defluiva infine nel delta paludoso.

Il bordo effettivo del vulcano era lungo diversi chilometri
Il vero e proprio bordo del vulcano era lungo diversi chilometri

piccola zona sul lato opposto. Quella parte sul lato più lontano, doveva essere il forte di Herman.
piccola macchia sul lato opposto. Quella zona sul lato più lontano era dove si trovava il forte di Herman.

Non c'erano armadi o letti da vedere.
Non c'erano armadi o letti in vista.

che dava sul mare e la piccola macchia verde di terra che portava verso di essa.
che guardava sul mare e sulla piccola macchia verde di terra che portava verso di essa.

Guybrush stese un pò di tempo
Guybrush spese un pò di tempo

Herman non era ancora tornato.
Herman continuava a non comparire.

lui era un pirata, e, talvolta, un pirata doveva fare quello che un uomo avrebbe dovuto fare.
lui era un pirata, e talvolta un pirata deve fare ciò che un uomo deve fare.

era sicuro che la avrebbe utilizzata
era sicuro che l’avrebbe utilizzata

Quindi era il momento del cannone.
Rimaneva il cannone.

e la sua presenza gli fece capire che
e la sua stessa presenza gli fece capire che

Guybrush batté un colpo sul cannone per provarne la consistenza.
Guybrush batté un colpo sul cannone per valutarlo.

Il supporto anteriore caddé.
Il supporto anteriore cedette.

Dalla bocca ne uscì una palla di cannone
Ne uscì una palla di cannone
per evitare la ripetizione

seguito da uno sbuffo di polvere
seguita da un mucchietto di polvere da sparo

Guybrush si giròcon l'aria da colpevole
Guybrush si girò con aria colpevole

notò il cannone abbassato
notò il cannone caduto

Stava per chiedere a Herman di unirsi di nuovo a lui al tempio della Testa di Scimmia
Stava per chiedere a Herman di raggiungerlo di nuovo alla Testa di Scimmia

Inoltre, visto che Guybrush avrebbe dovuto percorrere nuovamente il percorso lungo il margine del vulcano, chi avrebbe avuto la voglia di trascorrere un'ora ad ascoltare Herman?
Inoltre, rifletté Guybrush mentre si faceva strada lungo il margine del vulcano, chi avrebbe avuto la voglia di trascorrere un'ora ad ascoltare Herman?

Forse era perché era quasi mezzogiorno.
Forse perché era quasi mezzogiorno.

dare un occhiata
dare un’occhiata più approfondita

almeno dove la vernice non era stata scheggiata
almeno dove la vernice non si era scrostata

Non era un buon cannocchiale, dopo tutto.
Non era un cannocchiale così buono, dopo tutto.

guscio metallico esterno si sgretolò tra le sue mani, rivelando una piccola lente di vetro incassato
guscio metallico esterno gli si aprì tra le mani, rivelando una piccola lente di vetro incassata

Questo sarebbe potuto essere ancora più utile.
Questa sarebbe potuta essere ancora più utile.

Guybrush guardò la piccola collezione di rocce
Guybrush guardò il piccolo cumulo di rocce

un piccolo gruzzolo sulla diga
una piccola manciata sulla diga

su questa piccola pila di polvere da sparo.
su quel piccolo mucchio.

Una roccia delle dimensioni della testa di Guybrush schizzò via velocemente, subito dopo che il nostro ne avesse sentito il suono.
Una roccia delle dimensioni della testa di Guybrush gli passò ad un palmo dall’orecchio.

Dopo lo spostamento della roccia, attraverso quello spazio si fece strada un veloce flusso d'acqua.
Seguendo la roccia, attraverso la fessura si fece strada un rapidissimo flusso d'acqua.

Guybrush fu spinto da quel torrente
Guybrush fu investito da quel torrente

il cespuglio e il canalone
la foresta e il canalone

guardando quanta acqua si fosse riversata.
guardando mentre altra acqua fluiva.

il tronco cominciò a risalire
il tronco cominciò a sollevarsi
per evitare ripetizioni

In pochi minuti i suoi piedi penzolavano sull'acqua.
Entro pochi minuti i suoi piedi penzolarono in acqua.

sembrava essere delle dimensioni adatte per le arrampicate.
sembrava essere una corda per saltare molto lunga, delle dimensioni adatte ai salti di gruppo.

Guybrush attese qualche minuto fino a quando non fosse stato nuovamente asciutto
Guybrush attese qualche minuto fino a quando non fu nuovamente asciutto

Guybrush non aveva visto niente che si muovesse
Guybrush non aveva visto nient’altro che si muovesse

Guybrush osservò la scimmia che pendeva dai rami.
Guybrush osservò la scimmia che si lanciava tra i rami.

Forse più tardi avrebbe pensato a come utilizzare la scimmia.
Forse più tardi avrebbe pensato a come servirsi di quella scimmia.

(il corso ds Boy Scouts non era stato inutile)
(il corso da Boy Scout non era stato inutile)

che, vista la lunghezza della corda, era l'unica che potesse essere raggiunta
il punto più basso raggiungibile con la corda

fino al pavimento del burrone
fino al fondo del burrone

Guybrush legò la corda ad un ramo robusto per potersi calare
Guybrush legò la corda ad un robusto ceppo per potersi calare

e in poco tempo era finalmente
e in poco tempo si trovò finalmente

I remi si trvavano incrociati a X
I remi erano disposti a X

e ha cominciò a risalire.
e cominciò a risalire.

Dopo un paio di minuti fatica tornò nuovamente in cima. Appena il tempo di riprendere fiato, e Guybrush si ritrovò di nuovo fuori.
Uno sforzo di un paio di minuti lo portò nuovamente in cima. Dopo essersi fermato a malapena il tempo per riprendere fiato, Guybrush ripartì.

la barca a remi era attraccata
la barca a remi era arenata

Anche un buon lavoro. Il banano era sconcertante, comunque.
Ottimo lavoro. La faccenda del banano era enigmatica, comunque.

Qualcosa su questo punto indispettì Guybrush
Qualcosa a tale proposito punzecchiò Guybrush

Non perdeva da nessuna parte, almeno, nulla che si poteva vedere.
Non aveva alcuna falla, almeno, non in punti visibili.

Càera qualcos'altro di strano - la barca a remi era etichettata come la Scimmia del Mare. Oh bene.
C’era qualcos'altro di strano - la barca era chiamata Scimmia del Mare. Oh, beh.

altre complessità riguardo le relazioni interetniche di Monkey Island™
altre delle complesse relazioni interetniche di Monkey Island™

Lui non era in grado di attraversare le montagne sulla terraferma
Lui poteva non essere in grado di attraversare le montagne sulla terraferma

Guybrush cominciò così a remare in direzione del versante di nord-est
Guybrush cominciò così a remare verso nord-est

Era un lavoro abbastanza facile
Era un’impresa abbastanza facile

ormai era al riparo da tutte le correnti. Rapidamente costeggiò l'istmo,
ormai era al riparo da tutti i venti contrari. Affiancando rapidamente l'istmo,
per evitare la ripetizione costeggiando - costa con la frase successiva

Era qui, sull'altro lato di Monkey Island™.
Eccolo qui, sull'altro lato di Monkey Island™.

ci sarebbero potuti essere i cannibali nei paraggi. D'altra parte, se ci fossero stati i cannibali da quelle parti avrebbe potuto riprendere ancora il raccoglibanane di Herman.
ci sarebbero potuti essere dei cannibali nei paraggi. D'altra parte, se ci fossero stati dei cannibali da quelle parti avrebbe potuto recuperare il raccoglibanane di Herman.

Guybrush voleva farlo per riparare a tutti i guai che gli aveva causato - in questo modo forse questo sarebbe stato possibile!
Guybrush voleva riparare a tutti i guai che gli aveva causato - forse in questo modo ci sarebbe riuscito!

Sulla spiaggia, lasciata lì a dispetto del suo lieve peso, c'era una nota.
Sulla spiaggia, immobile a terra a dispetto del suo lieve peso, c'era una nota.

Guybrush lasciò cadere la nota e si cominciò ad addentrarsi
Guybrush lasciò cadere la nota e cominciò ad addentrarsi

Guybrush fece molta strada passato innumerevoli sentieri, alberi e cespugli, tutto per niente.
Guybrush si fece strada attraverso innumerevoli sentieri, alberi e cespugli, tutto per niente.

Il percorso era più largo, più comodo, quando improvvisamente passava sotto
Il percorso si stava allargando, diventando più comodo, quando improvvisamente passò sotto

composto da tavole di legno scuro, lucide e decorate con dei teschi, con la forma di un copricapo.
composto da tavole di legno chiare e scure e decorate con dei teschi, a mo’ di copricapo tribale.

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Re: [Traduzioni] Le memorie di Guybrush Threepwood

Messaggio da turok » 9 lug 2016, 14:44

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"Non puoi averla", disse di scatto la testa mentre Guybrush avvicinava la mano. "È mia." La testa era stranamente affezionata alla collana - il suono della voce ricordava il suono di un mucchio di foglie, se un mucchio di foglie fosse stato in grado di parlare. Inoltre, la cosa più strana di tutte era che stava parlando in prima persona.

Guybrush sbatté le palpebre, e la allontanò precisamente a distanza del suo braccio. La testa si voltò, così da poterlo osservare. "Va bene, siamo qui", disse con una voce che ora ricordava a Guybrush più un fantino. "Adesso cosa vuoi da me?"

"Ciao, testa," disse Guybrush. Il termine surrealismo non descrive abbastanza bene quello che stava succedendo.

"Ciao", disse la testa.

"Grazie per avermi indicato il percorso che porta alla nave fantasma."

"Ehi, non c'è problema", disse la testa con una voce amica. "Quando hai un solo lavoro, lo fai bene. Capisci cosa voglio dire?"

"Posso avere quella collana per piacere?" domandò Guybrush in una voce speranzosa e piacevole. Non aveva particolarmente voglia di conoscere il lato cattivo della testa (letteralmente - aveva davvero un brutto caso di infestazione da pidocchi).

"No, ma grazie per avermelo chiesto così gentilmente," disse la testa.

"Oh, dai, su, per piacere?"

La testa si scosse. "Puoi pregare quanto vuoi... non la puoi avere."

"Perché non posso?" domandò Guybrush. Di cosa può aver bisogno una testa con una viscida collana?

Gli occhi del testa ruotarono intorno. Sembrava nervosa. «Ho un brutto presentimento", spiegò la testa. "Penso che potrei averne bisogno."

La spiegazione non lasciava speranze a Guybrush. Ma ne aveva bisogno anche lui. E anche ora Elaine era tenuta in quella stiva maledetta... Guybrush così abbandonò la gentilezza. "Forse mi limiterò a prenderla", disse in una voce meno affabile.

"Forse è meglio di no", disse la testa, con una voce un pò minacciosa.

"Io non voglio farti del male." ammise lentamente Guybrush, come se parlasse ad uno studente poco intelligente che non aveva ancora capito. Scosse la testa per sottolineare i rapporti di potere in questa particolare coppia.

La testa digrignò i denti e fissò Guybrush. «E io non voglio che tu te ne penta", esclamò con una voce che suggeriva a Guybrush che probabilmente sarebbe stato il primo a pentirsene.

«Che cosa hai intenzione di fare? Mordermi?" disse Guybrush con tono derisorio.

"Ricorda, hai bisogno di me per uscire da questo posto", lo avvertì la testa. "Se avessi voluto avrei potuto lasciarti qui per sempre."

"Se avessi voluto, avrei potuto gettarti nella lava."

La testa si voltò, e indirizzò gli occhi adirati verso la lava densa e bollente. Raggiunse così una conclusione. "Ripensandoci ...", disse in modo più calmo, "Ehi, a che serve una collana, se non hai le spalle?" E sorrise, soddisfatta da questa considerazione del momento.

Guybrush allungò la mano, prese la collana viscida con la sinistra, e la indossò da sopra la sua testa. Gli stava un pò larga, e delle linee blu scuro percorsero e fluirono sulla sua pelle. "Mi sento strano", disse Guybrush. Sentiva il cuore più forte. Il sangue sembrava pompare ad una velocità doppia del normale. La sua pelle era frizzante.

Stava accadendo qualcosa, qualunque cosa fosse. Riponendo la testa in tasca, Guybrush si precipitò giù per la nave.

Come prima, si trovava sul ponte, si guardò intorno, e si avviò verso prua. Questa volta, però, i fantasmi non gli prestarono alcuna attenzione. Erano in ogni caso, tornati alla loro festa, considerando l'improvvisa apparizione di un essere umano sulla nave, come una questione di scarso interesse. Di conseguenza Guybrush fu in grado di sollevare silenziosamente il coperchio della botola, e scendere adagio giù per le scale.

Le scale lo condussero ai letti dell'equipaggio, che erano deserti, salvo per un fantasma barbuto addormentato in una cuccetta vicina alla scala. Teneva una brocca di grog nella sua mano destra. Con l'avvicinarsi di Guybrush il fantasma ritirò la brocca più vicino a se e la nascose sotto le coperte, alcuni istinti erano più forti anche del sonno.

C'era una porta sul lato opposto della stanza. Guybrush si avvicinò, e vide che era aperta, dando su un qualche tipo di deposito di alimenti. Oltre alle normali casse e ai fusti, un numero di polli fantasma bianchi stavano beccando sul pavimento, e due maligni maiali fantasma erano bloccati con sicurezza da un recinto. Stavano mangiando qualche tipo di carne grigia, e Guybrush poteva vedere come veniva inghiottita, viaggiava fino allo stomaco, ed era lentamente digerita.

Guybrush si chinò ad accarezzare uno dei polli. L'animale scappò dal suo tocco ma, ciononostante, lasciò che il nostro potesse tenere una piuma fantasma. Guybrush la fece scivolare nell'enorme tasca. La testa iniziò ad agitarsi, e Guybrush la tirò fuori e la mise nell'altra tasca.

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Re: [Traduzioni] Le memorie di Guybrush Threepwood

Messaggio da turok » 9 lug 2016, 14:45

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Tra i barili e le casse accatastate lungo le pareti, solo una era degna di nota - una cassa che brillava dall'interno con un lucido, brillante, bagliore blu. Guybrush non riusciva a scorgervi niente di speciale, fatta eccezione per l'enorme antiradice voodoo incandescente.

L'antiradice! Guybrush cercò in ogni modo di aprire la cassa, ma era chiusa a chiave. Sospirò.

C'era un'altra botola, posizionata nello spazio davanti alla cassa. Guybrush si chinò per aprirla, e si accorse che anch'essa era chiusa a chiave. Ci doveva essere qualcosa di importante laggiù - forse c'era Elaine!

Non poté fare nient'altro qui. Purtroppo, Guybrush dovette abbandonare la stanza di stoccaggio, rientrò nella stanza di coperta per l'equipaggio e si trovò di fronte i due piedi del pirata fantasma, che fuoriuscivano dalla piccola coperta. Per fortuna erano inodore.

Guybrush ebbe improvvisamente un'idea. Prendendo la piuma, la strofinò dolcemente sotto i piedi del fantasma. Il pirata fantasma si contrasse. Le braccia ebbero uno spasmo per raggomitolarsi istintivamente, e di conseguenza la brocca cadde a terra. Rapidamente Guybrush la prese, non perché avesse il desiderio di privare il pirata fantasma del suo calore e della sua allegria, ma perché ciò si sarebbe potuto rivelare utile. Inoltre, il fantasma, probabilmente, non reggeva il grog.

Guybrush salì le scale, e raggiunse l'aria frizzante dell'inferno sul ponte. La porta più vicina a lui, dietro la quale dormiva il pirata ubriaco, era incustodita, così il nostro provò ad aprirla. Purtroppo, la maniglia cigolò rumorosamente nel momento in cui iniziò ad abbassarla.

Il pirata con la gamba di legno nel momento del rumore si voltò. "Cos'è stato?" strillò, muovendosi verso la porta. Guybrush si spostò rapidamente mentre il pirata fantasma chiuse l'uscio, si guardò intorno con curiosità e tornò alla folla in festa.

Ciò lasciò incustodita la porta dall'altro lato della nave. Guybrush si appropinquò ad essa, evitando scrupolosamente i pirati fantasma, e provò ad aprirla. Questa, fortunatamente, non cigolò. Così Guybrush entrò.

La prima cosa che vide furono le enormi finestre con le inferriate che si aprivano sulle fauci rosse dell'inferno. Davanti alle finestre vide la figura massiccia che si stagliava drammaticamente contro la luce, lo sguardo fisso su quei mari mai navigati da nessun uomo mortale. La sua barba si agitava, sotto l'impercettibile brezza, verso Guybrush, che restò inchiodato al suolo quando improvvisamente si accorse che quel pirata era LeChuck.

I minuti passavano. LeChuck rimase immobile come Guybrush, e lentamente Guybrush cominciò a rendersi conto che la sua presenza non era stata ancora smascherata. Si guardò intorno nella stanza del Capitano.

Vide un tavolino accanto alla porta alla sua sinistra. Vide un letto sfatto alla sua destra, dove Guybrush vide dei capelli blu guizzanti tra le lenzuola. Sopra il letto c'era una mappa di Monkey Island™ - un sacco di grasso sarebbe stato bello ora. E accanto alla mappa, appesa al muro, a non molta distanza da LeChuck, c'era una grande chiave blu.

Guybrush si avvicinò in punta di piedi verso la chiave. Piccole gocce di sudore rigavano il suo volto invisibile. Ed era quasi arrivato, quando improvvisamente ci fu un lieve cigolio da un'asse del pavimento sotto di lui.

LeChuck si girò, e il suo volto era terribile a vedersi. Guybrush fece involontariamente un balzo all indietro e questo lo salvò, visto che LeChuck avanzò fino al punto in cui si trovava lui solo pochi millisecondi prima. "Chi osa entrare nella cabina del pirata fantasma LeChuck?" ringhiò, cercando qualsiasi intruso nell'aria. Attese, poi si girò e tornò alle finestre. "Luoghi strani - rumori strani," mormorò.

Guybrush emise un respiro. Doveva provare di nuovo a prendere quella chiave. Si fece forza, quindi, con il pensiero di Elaine, dopodiché si mosse avanti con passo furtivo il ​​più vicino possibile il suo coraggio gli permettesse di arrivare. La chiave era vicina, allettante, ma fuori portata. Ora però poteva vederla meglio, ed era sicuramente di metallo.

Guybrush spremette le meningi. Non aveva alcuna ispirazione. Non poteva nemmeno respirare, perché il suo alito sarebbe andato dritto sopra la spalla destra di LeChuck.

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Re: [Traduzioni] Le memorie di Guybrush Threepwood

Messaggio da turok » 9 lug 2016, 14:47

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Accadde qualcosa. Mentre si avvicinò furtivamente alla chiave, ebbe la sensazione di un piccolo ago che si spostava nella sua tasca sinistra. Si sentì un pò a disagio. Guybrush si frugò in tasca, ed estrasse la bussola magnetica di Stan - "Quando vuoi fare un buon affare, tutti i venti puntano verso Stan" C'era anche un avvertimento - "Possiede un forte magnete che può interferire con le apparecchiature di navigazione." Guybrush fissò la bussola magnetica. Funzionerà?

Tese la bussola nella mano destra, verso la chiave. Mentre si avvicinava, la chiave cominciò a tremare sul suo gancio. Sicuramente LeChuck avrebbe notato il movimento.

Ma la fortuna di Guybrush tenne. La chiave scivolò libera dal suo gancio e, come se fosse attratta da una calamita, volò verso il magnete, catturata giusto in tempo da Guybrush prima che potesse cadere e distrarre la concentrazione di LeChuck. Con la chiave ora al sicuro, Guybrush era fuori dai guai.

Attraversò la nave ancora una volta, entrò nella botola, attraversò la zona letti dell'equipaggio e arrivò nella stiva. La chiave sembrava della giusta dimensione e forma per la botola chiusa sottocoperta, Guybrush provò, e vide che funzionava. Girò la chiave, aprì il portello e si ritrasse dall'odore che ne uscì, un odore di burro rancido e di muschio marcescente. Tappandosi il naso, scese la scala.

Era lunga e ripida, e in fondo Guybrush capì che questa non poteva essere, dopo tutto, la prigione di Elaine. Piuttosto, era sede di una serie di ratti fantasma grassi e rabbiosi, che sembravano essere a guardia di una grande vasca di grasso. La maggior parte dei ratti erano sdraiati sulle travi e contro lo scafo - sembravano ubriachi. Uno, però, si mise, con uno scatto, al centro del pavimento, fissando vigile Guybrush. Aveva grossi denti spaventosi, e Guybrush non si curò del fatto che fosse un topo fantasma o no - sembrava pronto a mordere. Era grande come un gatto.

xxxxxxxxxxxxx

Per Guybrush non c'era alcuna possibilità di andare da nessuna parte in prossimità di quel topo. Ma, guardando il grasso, Guybrush si rese conto che ne aveva bisogno, per ridurre la resistenza della porta di sopra.

Guybrush osservò ancora una volta il ratto. Sembrava infastidito, probabilmente, pensò Guybrush, perché non era ubriaco come i suoi amici.

Guybrush aveva la soluzione. Prese il grog fantasma, lo versò in un piccolo scodella e lo spinse con un calcio verso il ratto. Il ratto sorseggiò il grog con entusiasmo, e presto finì con il muso nella bevanda. Guybrush gli passò accanto in punta di piedi e, infine, arrivò alla vasca con il grasso.

Non sapendo dove metterselo, Guybrush non ebbe altra scelta che immergere la mano in quel pasticcio in fermentazione e tirarne fuori una viscida manciata. Con fare disgustato, Guybrush tornò indietro scansando il ratto e iniziò a salire la scala servendosi di una sola mano. Dietro di lui, il topo cadde in coma.

Sul ponte, Guybrush scoprì di aver raccolto troppo grasso - lo mise così sulle cerniere, sul manico, sulle viti, e su ogni altra cosa si trovasse nelle vicinanze, rimanendo ancora con la mano unta. Guybrush ci pensò un pò su, poi si asciugò sulla testa. La testa del navigatore, senza la collana come protezione, era troppo spaventata per lamentarsi.

Guybrush provò ad abbassare la maniglia e la porta si aprì scivolando liscia come la seta. Il nostro, allora, entrò nella stanza, che si rivelò essere la più oscura di tutte le stanze che aveva visto fino ad ora, e anche la più scarsamente decorata. Nell'angolo più lontano c'era una grande porta, pesantemente imbullonata, di fronte alla quale dormiva un pirata fantasma che faceva da guardia. Accanto alla porta c'erano una torcia blu e una cassetta per gli attrezzi fantasma - un piccone, un martello, un cacciavite e così via. Guybrush, avvicinandosi, lesse l'etichetta sopra la porta che portava scritto BRIG.

Il suo cuore accelerò - il Governatore era lì! Cercò di sbirciare attraverso la griglia, ma non poté avvicinarsi abbastanza perché la guardia fantasma stava in mezzo. Né poté chiamare Elaine, perché la guardia si sarebbe svegliata. E non aveva ancora la pozione anti-fantasma.

Aveva bisogno dell'antiradice. E questi strumenti, appesi nel raccoglitore, sembravano utili. Guybrush li prese e se ne andò, giurando di tornare il più presto possibile.

Si avviò a passo svelto per l'area di stoccaggio alimentare, dove l'antiradice voodoo brillava ancora protetta dalla sua gabbia. Guybrush guardò la cassa, e gli strumenti dei fantasmi.

"Questo dovrebbe farcela", disse fiducioso, e si mise al lavoro. Dopo un minuto di martellate furiose, tagli e avvitamenti, la parte superiore della cassa si aprì.

Guybrush allungò la mano lentamente, e con riverenza prese la radice. Una volta fuori dalla cassa, tuttavia, perse parte della sua lucentezza e divenne più una normale radice che non quell'oggetto che cercava in modo impressionante.

Guybrush guardò verso il villaggio dei cannibali, o dove si immaginava che fosse il villaggio. Non c'era tempo da perdere.

Una lunga passeggiata, una breve remata e un breve viaggio più tardi...

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Re: [Traduzioni] Le memorie di Guybrush Threepwood

Messaggio da turok » 10 lug 2016, 16:09

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Guybrush entrò trionfalmente nel villaggio dei cannibali, dove erano tutti riuniti in piazza, in attesa del suo ritorno. "Ce l'ho fatta!" gridò Guybrush. "Ho preso la radice!" La consegnò a Testa di Pomodoro, che restò impressionato.

"Wow!" esclamò Testa di Pomodoro. La mostrò agli altri. "Guarda, non sta scherzando! Eccola!"

"Dopotutto non è così piagnucoloso!" disse Testa Grigia; quella probabilmente era la cosa più gentile che avesse detto di Guybrush fino a quel momento.

Testa di Pomodoro mise in tasca la radice. "Andiamo," disse, "facciamo questo intruglio di radice fermentata." Gli indigeni entrarono in una capanna. "Aspetta qui. Torneremo subito", disse Testa di Pomodoro dalla porta.

Guybrush aspettò fuori, in paziente attesa. Dopo un pò comparve una scimmia a tre teste, che passeggiava liberamente alle sue spalle. Per la seconda volta Guybrush si ritrovò a guardare quel disastro genealogico.

"Ti vorrei imbalsamare. Farei una fortuna", disse Guybrush. La scimmia infilò le mani tra le tasche nascoste e prese una banana, che scomparve in pochi secondi grazie alle tre teste che lavoravano all'unisono. Una delle teste stava girata a guardare Guybrush, e gli fece l'occhiolino.

La scimmia scomparve nel momento in cui i nativi uscirono dalla capanna. Testa di Pomodoro portava una bottiglia, riempita con un liquido marrone brutto come uno sputo di tabacco, e dotata di un ugello a spruzzo. «Eccola», disse il cannibale con la grossa maschera rossa.

"Uno spruzzata di quella robaccia", disse Testa Grigia con entusiasmo "e l'ectoplasma è fatto!"

«E, se ne rimane, è una delizia servita con un pò di gelato alla vaniglia." Guybrush mise la bottiglia in tasca. "Buona fortuna," gli augurò Testa di Pomodoro.

"Grazie" disse Guybrush. Gli indigeni lo salutarono, e tornarono alle loro capanne.

Dopo aver corso a tutta velocità...

Il sole stava tramontando in cielo, quando Guybrush finalmente giunse all'alta scogliera che dominava la nave fantasma. C'era un vuoto inspiegabile, di cui Guybrush si rese conto solo quando finalmente raggiunse il suo margine, e guardò al di là, nella lava.

La nave fantasma era sparita.

Guybrush sospirò, frustrato. LeChuck gli era scivolato tra le dita, e lui c'era stato così vicino!

Un pirata fantasma era in piedi più in là sulla scogliera, guardando anche lui il punto in cui prima c'era la nave fantasma. Non si era ancora accorto del ritorno di Guybrush. Le cose cambiarono nel momento in cui Guybrush sospirò; il pirata fantasma con la gamba di legno si voltò, e gridò "EEP !!" La testa gli rimbalzò sulle spalle, girò in aria, e atterrò di nuovo. "Mi hai spaventato a morte!"

Guybrush tirò fuori la bottiglia, e la scosse minacciosamente. "Ti do un assaggio di birra alla radice, spirito malvagio!" esclamò.

Il pirata fantasma allarmato, gridò "Aspetta!" La testa scheletrica rimbalzò, saltò, e si ristabilì al suo posto. "Se si tratta dei fantasmi che stavi cercando, posso dirti dove si trovano!" Questo pirata, come la maggior parte dei pirati di LeChuck e, più precisamente, come la maggior parte dei pirati, aveva sentito parlare di qualità come l'onore e la lealtà, e pensò che potrebbero ottenere farciti.

Guybrush conservò la bottiglia in tasca. "Dimmi dov'è la nave fantasma."

"Se te lo dico, prometti di non farmi del male?" chiese il pirata fantasma con ansia.

"No, non ti prometterò di non farti del male", rassicurò Guybrush.

"Che cosa?"

Guybrush sospirò, e mise via la pozione fantasma. "OK, lo prometto." Anche se sembrava impaziente di tirarla fuori.

"OK", gli fece eco il fantasma, addolcito. "Sono andati tutti al matrimonio."

La parola diede un improvviso brivido gelido nel cuore sospettoso di Guybrush. Qualcosa non quadrava. "Perché TU sei ancora qui?" chiese cautamente.

Il pirata fantasma spiegò. "La mia testa è caduta lì nella lava, e ho dovuto inseguirla, e quando sono tornato erano andati via!" Il pirata fantasma fece rimbalzare la testa nervosamente. "Che peccato. Mi dispiacerebbe perdere la cerimonia."

"Quale matrimonio?" Guybrush ebbe improvvisamente un brutto presentimento.

"LeChuck sta sposando il Governatore dell'Isola di Mêlée™," disse il fantasma.

"Cosa!?" Guybrush è rimase scioccato. "Ma come potranno..." Velocemente abbandonò quella linea di pensiero. "Dov'è il matrimonio?" chiese, ancora scosso.

"C'è una bella chiesa sull'Isola di Mêlée™," disse il fantasma. "Sono diretti là."

"L'Isola di Mêlée™? Oh, no!" Guybrush pensò alle miglia di distanza tra Monkey Island™ e Mêlée Island™, e improvvisamente le ginocchia gli si afflosciarono. Questo era troppo.

"Mi arrendo", disse con voce stanca. "Mi sono stancato di rincorrerli dappertutto."

"Che cosa?" chiese il fantasma bruscamente. Sembrava tanto stupito quanto Guybrush poco prima. "Non puoi rinunciare ora! Che tipo di eroe sei, allora?"

Le parole del pirata fantasma svegliarono una rabbia infuocata nelle vene di Guybrush. Si alzò. "Hai ragione! Deve esserci un modo di fermare quel matrimonio!!"

"Arrivederci!" disse il pirata fantasma. Guybrush si voltò per andarsene, o almeno lo avrebbe fatto se Herman Toothrot in quel momento non si fosse avvicinato allegramente fino alla scogliera, passò accanto a Guybrush, e si avvicinò al pirata fantasma.

"Bob!" disse Herman. "Cosa stai facendo qui?"

«Oh, ho perso la barca per il matrimonio", disse Bob.

"Ehi," esclamò Herman brillantemente, "Non c'è problema! Possiamo prendere la mia! Andiamo!" Cominciarono ad allontanarsi dalla scogliera.

"...ehi..." disse Guybrush con un filo di voce. La scintilla di energia era scomparsa - era di nuovo totalmente confuso. Tuttavia, Herman e il fantasma si fermarono e lo guardarono. "Hai una nave?" Era tutto quello che pensò di chiedere.

"Sì."

Guybrush scosse la testa, cercando di togliervi le ragnatele. Non capiva. "Se hai una nave," disse lentamente, pensando più o meno alla stessa velocità, "perché stai aspettando di essere salvato?"

«Ma insomma, se sei qui isolato, dovrai pur essere salvato! È scritto nel manuale."

"Mi porteresti all'Isola di Mêlée™?," chiese Guybrush speranzoso.

Herman ci pensò su e annuì. "Ti presterò la mia nave, se mi prometti di salvare anche me."

"OK. Come sei entrato qui senza testa?"

Herman lo guardò come se fosse pazzo. "Ho una testa," disse, sconcertato.

Bob gli stava facendo segni dalle catacombe dietro. "Andiamo!" gridò. Il triumvirato eccitato si avviò.

PARTE 4: Il finale

Fu un viaggio breve, e si concluse con Guybrush in piedi da solo sul molo di Mêlée Island™, sotto una luna piena luminosa quanto quella dell'ultima volta. "Bene, è ​​stato decisamente più facile del viaggio a Monkey Island™," disse, guardandosi intorno alla ricerca di Herman e del pirata fantasma. "Dove sarà andato ADESSO Toothrot? Adesso dovrò fermare il matrimonio da solo!" Si precipitò così lungo il molo.

LeChuck aveva nominato i pirati fantasma a guardia di tutta la città, e uno di quelli vide Guybrush che si avvicina. Gli andò incontro.

"Yikes!" disse Guybrush quando vide il pirata. Sarebbe stato difficile non vedere il pirata, dati gli enormi rotoli di grasso fantasma che c'erano sopra i suoi pantaloni - grasso che era ancora più disgustoso perché era trasparente.

"Ehi!" disse il pirata in una stupida voce profonda. "Aspetta un momento!"

Guybrush non aveva paura. "Potrebbe intetessarle della birra di radice, signore?» disse innocentemente.

"Birra di Radice?" disse il pirata fantasma. Si sporse in avanti mentre Guybrush prese la bottiglia di seltzer dalla tasca e la scosse. "Oh ragazzi! Amo birra di radice-"

Una manciata del liquido venne spruzzato sul suo volto, e lo consumò rapidamente come un acido molto forte o, forse, un pò di grog. La testa e la parte superiore delle spalle del pirata fantasma scomparvero come vapore, lasciando un paio di misere gambe smarrite, che scapparono velocemente.

Guybrush mise via la bottiglia. "Fresco!" disse; s'incamminò così oltrepassando il residuo viscido del pirata fantasma rimasto al suolo.

Lo Scumm Bar era vuoto, ma Guybrush camminò veloce passandoci accanto comunque perché doveva raggiungere la chiesa. Passò sotto l'arco, e venne fermato nella piazza del paese da un altro pirata fantasma, questo sembrava più intelligente e portava una sorta di benda sull'occhio. Guybrush decise, in un impeto del momento, di risparmiarlo se poteva.

Lo spettro cupo tese la mano e fermò Guybrush. "Mi scusi," disse in un tono da uomo d'affari, "ha un invito al matrimonio?"

"No, io sono il guastafeste", rispose Guybrush. "Ora ciao."

Cercò di passare, ma il pirata fantasma si mise sulla sua strada. "Non così in fretta, amico!" Sembrò sospettoso. "Non mi sembri molto simile a un fantasma," disse, meditando. "Sei molto rosa..."

"Soffro di una rara sindrome dell'efficienza della pigmentazione", spiegò Guybrush.

"Comunque, non sembri un fantasma. Potresti emettere dei lamenti e gemere o scuotere alcune catene o fare qualcosa del genere?"

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Re: [Traduzioni] Le memorie di Guybrush Threepwood

Messaggio da Blackmonkey » 12 lug 2016, 18:49

Il vento soffiava in modo solitario.
Il vento soffiava solitario.

sventolava nella brezza, calciando sulle pareti.
agitava le gambe nella brezza.

ma scommetteva che fosse vuota.
ma scommise che fosse vuota.
o
ma avrebbe potuto scommettere scommetteva che fosse vuota.

Si avviò comunque avanzando ulteriormente all'interno del villaggio.
Si avviò avanzando ulteriormente all'interno del villaggio.

Non c'era nessun segno di abitazioni. Le capanne che stava attraversando
Nessun segno di vita si manifestò. Le capanne che stava oltrepassando
qui habitation = l’azione di abitare

Ciò indusse addirittura Guybrush a pensare che nella definizione di 'vuoto' in un dizionario
Guybrush scommise che se avesse cercato la definizione di 'vuoto' in un dizionario

e la porta possedeva ai margini due grandi statue di pietra.
e la porta era fiancheggiata su ogni lato da grandi statue di pietra.

In un lato della capanna c'era un enorme testa di pietra
Su un lato della capanna c'era un’enorme testa di pietra

vuota, come la fortuna che aveva avuto.
vuota, com’era ovvio che fosse.
o
vuota, c’era da aspettarselo.

c'era un'alto circolo di colonnine di pietra
c'era un alto cerchietto di colonnine di pietra

o un elastico contro il sudore.
o una fascia contro il sudore.
o
o una fascia elastica contro il sudore.

Purtroppo per Guybrush, apparvero alcuni dei nativi.
Purtroppo per Guybrush, alcuni dei nativi erano apparsi.

Tre di loro, ognuno dalla pelle scura, erano vestiti con della stoffa larga giallo/verde al bacino, una sorta di calze termiche viola/rosa, grossi bracciali viola, e portavano delle elaborate maschere; erano apparsi nel piccolo spiazzo di fronte la capanna del capotribú.
Tre di loro, ognuno dalla pelle scura, vestiti con dei sacchi giallo/verdi al bacino, una sorta di calzini da ginnastica viola/rosa, spessi bracciali viola, e con indosso maschere elaborate, erano apparsi nel piccolo spiazzo di fronte la capanna del capotribú.

che sembrava un incrocio tra nulla che Guybrush avesse mai visto prima sulla terra, ma era qualcosa che sicuramente era maligna, con gli occhi strabici.
che sembrava un misto di nulla che Guybrush avesse mai visto prima sulla faccia della terra, ma che sicuramente possedeva maligni occhi strabici.
(ho messo “misto di” invece che “incrocio tra” perché in inglese sarebbe un incrocio tra due “nothing on earth ecc”, ma in italiano non si riesce a mantenere questa forma)

con in testa una maschera più convenzionale di limone
con la testa mascherata da un più convenzionale limone

cancellando istantaneamente ogni possibilità di considerazioni etiche
eliminando istantaneamente ogni possibilità di considerazioni etiche

"Specialmente con i turisti che ci vogliono rubare la merce per souvenirs!"
"Specialmente con i turisti che ci vogliono rubare la merce come souvenir!"

che sembrava essere il leader del gruppo. Allora, cosa hai da dire in tua difesa?"
che sembrava essere il leader del gruppo. “Allora, cosa hai da dire in tua difesa?"

"Cosa c'è dietro di te! una scimmia a tre teste!" gridò improvvisamente il nostro.
"Cosa c'è dietro di voi?! Una scimmia a tre teste!" gridò improvvisamente.
(anche qui la traduzione usata nel gioco non è molto accurata…)

ma gli indigeni avevano capito l'inganno.
ma gli indigeni avevano scoperto l'inganno.

Ehi!" gridò il primo, fermando il suo scatto di libertà ancor prima di averlo cominciato.
“Ehi!" gridò il primo, fermando la sua corsa verso la libertà ancor prima che cominciasse.

Guybrush strillò. "Guarda dietro di te! Una scimmia a tre teste!" Disse eccitato.
Guybrush strillò. "Guarda dietro di te! Una scimmia a tre teste!" Puntò il dito.

Si gettò la pelle di distanza, e si ritirò di nuovo nella giungla.
Gettò via la buccia, e si ritirò di nuovo nella giungla.

Testa di Pomodoro / Testa Grigia
Tomato Head / Grey Head
(mi pare che nel gioco i nomi dei cannibali siano rimasti in inglese, vedi tu se preferisci invece tradurli; in questo caso però tradurrei anche Lemonhead con Testa di Limone)

E qui guardò, almeno si spera, Guybrush
E qui guardò, quasi speranzoso, Guybrush

forse ci potrà convincere di non farti arrosto
forse ci potrà convincere a non farti arrosto

Il blocco di rimozione
La levapunti

Ti farò vedere la capanna degli ospiti.
Ti farò vedere la capanna degli ospiti.”
(la “ manca anche nel testo originale)

"ADESSO si che va bene", disse, soddisfatto, Testa di Pomodoro.
"Così dovrebbe andare", disse, soddisfatto, Testa di Pomodoro.
(anche qui la traduzione usata nel gioco non è molto accurata…)

e lesse il biglietto ben fissato nel manico.
e lesse la frase incisa sul manico.

ma qualcosa gli diceva che impiccarsi non sarebbe stata la soluzione migliore.
ma qualcosa gli diceva che impiccarsi non sarebbe stata una soluzione.

Guybrush la spinse per curiosità - si staccò! Guybrush prese l'asse,
Guybrush la spinse per curiosità - cedeva! Guybrush sollevò l'asse,

Il suo recupero avrebbe dovuto aspettare qualche altro giorno.
Il suo recupero avrebbe dovuto aspettare.
o
Il suo recupero avrebbe dovuto aspettare un altro giorno.

Andò alla porta e guardò alla sua destra, poté così vedere solo i tre indigeni di fronte alla "capanna per gli ospiti", che discutevano. Avrebbe potuto ascoltarli meglio.
Andò alla porta e guardò alla sua destra, poté così vedere i tre indigeni di fronte alla "capanna per gli ospiti", che discutevano. Riusciva a sentirli meglio.

Guybrush guardò il recinto che circondava il perimetro del paese, e si avviò lungo seguendolo fino al cancello.
Guybrush guardò il recinto che circondava il perimetro del villaggio, e iniziò a costeggiarlo fino all’ingresso.
(il villaggio dei cannibali non ha cancelli, solo un ingresso ad arco)

"... E no, non mi sta venendo la nausea.", disse Testa di Pomodoro, da lontano.
"... E no, non sto diventando schizzinoso.", disse Testa di Pomodoro, lontano.

era quasi al cancello
era quasi all’ingresso

"Se devo mangiare più frutta," disse Testa Grigia, "la mia testa si trasformerà in un grande limone!
"Se sarò costretto a mangiare altra frutta," disse Testa Grigia, "la mia testa si trasformerà in un grosso agrume!

Guybrush scivolò intorno al cancello e trottò rapidamente lungo il sentiero.
Guybrush scivolò oltre l’ingresso e trotterellò rapidamente lungo il sentiero.

Phew, pensò.
Fiuù, pensò.

Sfiorò molti sciami di zanzare nel suo percorso, si immerse tra stormi di pappagalli dai colori vivaci che volavano incautamente tra gli alberi, e stette sempre attento ai serpenti
Scostò piccole nubi di zanzare dal proprio percorso, evitò i pappagalli dai colori vivaci che volavano con noncuranza tra gli alberi, e tenne gli occhi aperti per i serpenti

Quello era buono.
Era un’ottima cosa.

Il sole stava calando, era appena passato mezzogiorno,
Il sole stava calando, era ormai passato mezzogiorno,

Ancora più fortuna.
Altra fortuna.

Camminando a nord, Guybrush mantenne il crepaccio alla sua destra, passando attraverso vigneti e scansare lavaggi fino a quando finalmente raggiunse la depressione ombreggiata che sembrava essere la casa della scimmia.
Camminando verso nord, Guybrush mantenne il crepaccio alla propria destra, passando attraverso rampicanti e scansando frase fino a quando finalmente raggiunse la depressione ombreggiata che la scimmia sembrava considerare la propria casa.

Guybrush guardò il suolo insicuro
Guybrush guardò insicuro il suolo

Infine si addentrò nella cava, i suoi piedi affondarono in mucchi di rami e foglie che stavano sotto, quindi si fermò.
Infine entrò nella cavità, con i suoi piedi che affondavano in cedevoli mucchi di rami e foglie, poi si fermò.

la sua coda bianca e grigia veniva utilizzata sapientemente come un quinto membro del corpo.
la sua coda bianca e grigia utilizzata sapientemente come un quinto arto.

Non si era, ancora, accorta della chiazza bianca e rosa sotto di lei.
Non prestava, ancora, attenzione alla chiazza bianca e rosa sotto di lei.

il frutto curvo giallo
il curvo frutto giallo
o
il giallo frutto curvo

riguardo alla scimmia, forse è meglio usare sempre il femminile (le diede, ecc.), visto che viene sempre chiamata solo “la scimmia”

e finì con il mangiarne anche la pelle.
e concluse mangiando anche la buccia.

Guardò così nuovamente a Guybrush, con la sua coda sollevata che agitava dolcemente.
Guardò così nuovamente verso Guybrush, con la coda sollevata che si agitava dolcemente.

Questa sparì in modo simile alla precedente.
Fu distrutta allo stesso modo.

Gli furono date anche le atre tre banane.
Altre tre banane vennero debitamente consegnate.

Guybrush si diresse verso la via d'uscita dalla cava, e iniziò ad uscire.
Guybrush si girò verso la via d'uscita dalla depressione, e vi si diresse.

Molti erano stati richiamati da un tesoro dai luoghi più lontani.
Molti sono stati richiamati da un tesoro dai luoghi più lontani.

I cavalieri della tavola rotonda si sono diretti in lungo e largo per l'Inghilterra, causando, mentre lo facevano, un sacco di problemi inutili,
I cavalieri della tavola rotonda hanno percorso l'Inghilterra in lungo e largo, causando nel mentre un sacco di problemi inutili,

Molti hanno stupidamente, e distrattamente, dedicato la propria vita nella sfortunata ricerca della Fonte della Giovinezza, con i loro compagni meno conosciuti l'Acqua della Soddisfazione e il Comune Bagno dell'Abbondanza. Ma tutti quegli uomini, provati fino in fondo all'anima, avevano bisogno di una scimmia che si adoperasse come apprendista nel lavoro per ottenere una banana.
Molti hanno stupidamente, e avventatamente, dedicato la propria vita all’inutile ricerca della Fonte della Giovinezza, assieme alle sue meno note compagne, l’Abbeveratoio dell’Appagamento e il Bagno Pubblico dell'Abbondanza. Ma tali impulsi, percepiti fin nel fondo dell'anima, sono come apprendisti al confronto di ciò a cui si spingerà una scimmia per ottenere una banana.

Guybrush la portò lungo tutto il margine del crepaccio
Guybrush la condusse lungo tutto il margine del crepaccio

al laghetto appena riempito e lungo la costa per l'istmo
al laghetto ora ricolmo e lungo la costa fino all'istmo

Arrivarono fino in cima alla sabbiosa altura, su per la collina
Trotterellarono oltre la striscia sabbiosa, su per la collina

(non doveva essere disturbato), Guybrush raggiunse il totem a sinistra e tirò il naso.
(non c’era da preoccuparsene), Guybrush allungò il braccio e tirò il naso del totem di sinistra.

"e io ti do un intero barile carico di banane."
"e io ti do un intero barile pieno di banane."

Guybrush allargò le braccia più che poté per indicare
Guybrush allargò le braccia per indicare

trovando facile la presa grazie alle profonde incisioni. La sua mano piccola, da bambino afferrò il naso, e si dondolò così nello spazio.
trovando facile presa tra le profonde incisioni. La sua piccola mano da bambino afferrò il naso, e lei si dondolò nel vuoto.

Prima che perdesse la sua presa, Guybrush entrò.
Prima che perdesse la presa, Guybrush entrò.

La Testa di Scimmia si delineava sempre di più man mano che ci si avvicinava.
La Testa di Scimmia si faceva sempre più incombente man mano che ci si avvicinava.

Guardando nello spazio antistante alla Testa di Scimmia
Portandosi nello spazio antistante alla Testa di Scimmia

ovviamente erano delle offerte per avvenimenti passati
ovviamente offerte passate

Erano tutti scolpiti con un legno marrone scuro
Erano tutti scolpiti in un legno marrone scuro

Non c'era modo che sarebbe stato in grado di carrello uno di quelli indietro.
Non c'era modo che sarebbe stato in grado di trascinarsi dietro uno di quelli.

"Un vero prodotto schifoso e dozzinale da turista" fu la sua opinione in riguardo.
"Un vero prodotto schifoso e dozzinale da turista" fu la sua ponderata opinione al riguardo.

Questo era l'unico idolo che aveva qualche possibilità di essere preso, per cui lo avrebbe dovuto raccogliere.
Quello era l'unico idolo che aveva qualche possibilità di riuscire a portare via da lì, per cui sarebbe dovuto andare bene.

notò un’etichetta sul fondo
notò una scritta sul fondo

Guybrush lasciò lo spiazzo, oltrepassò la scimmia
Guybrush lasciò lo spiazzo cintato, oltrepassò la scimmia

si avvicinò al pendio e uscì dal campo visivo dell'animale.
risalì il pendio e sparì dalla vista.

Teneva ancora la presa. Non penzava lontanamente di perdere quel camion carico di banane.
Tenne comunque la presa. Non pensava neanche lontanamente di perdere quel camion carico di banane.

Dopo molti più minuti di lotta contro i venti variabili e gli occasionali schizzi d'acqua
Dopo molti altri minuti di lotta contro i venti variabili e gli occasionali schizzi d'acqua

augurandosi periodicamente che i cannibali avessero deciso di vivere un pò più vicino alla costa.
desiderando periodicamente che i cannibali avessero deciso di vivere un po’ più vicino alla costa.

Dopo molti e molti ancora minuti di sudore, Guybrush barcollava nel villaggio dei cannibali.
Dopo molti e molti altri minuti di sudore, Guybrush entrò barcollando nel villaggio dei cannibali.

I tre nativi che aveva incontrato prima erano in piedi intorno al centro delle capanne ancora deserte, avevano una discussione in corso.
I tre nativi che aveva incontrato prima stavano al centro delle capanne ancora deserte, portando avanti una discussione.

«Ah, il ladro di banana torna sul luogo del delitto", disse Testa di Pomodoro.
“Ah, il ladro di banane torna sul luogo del delitto", disse Testa di Pomodoro.

che aveva preso spunto del precedente arrivo di Guybrush per discutere quelle cose con il nutrizionista villaggio. Le prospettive non erano buone, soprattutto per un pirata la cui pelle era dura e la sua carne filante.
che aveva approfittato del precedente arrivo di Guybrush per discuterne con il nutrizionista del villaggio. Le prospettive non erano buone, soprattutto per un pirata la cui pelle era dura e la sua carne fibrosa.
nostra capanna e perchè sei tornato?
nostra capanna e perché sei tornato?

Guybrush aveva intenzione di dire, ovviamente, che voleva affidarsi al loro lato buono
Guybrush aveva intenzione di dire, ovviamente, che aveva intenzione di guadagnarsi il loro favore

Testa Grigia, continuando i suoi discorsi riguardanti la sua idoneità ad essere mangiato, lo aveva reso un pò nervoso. Di conseguenza rimase a bocca aperta:
le continue proposte di Testa Grigia riguardanti la sua idoneità ad essere mangiato lo avevano reso un po’ nervoso. Di conseguenza disse affannosamente:

chiese Testa di Pomodoro in una voce lenta e meditabondo
chiese Testa di Pomodoro con voce lenta e meditabonda

Guybrush non aveva abbastanza ingegno per mostrare la statuetta.
A Guybrush era rimasta abbastanza presenza di spirito da mostrare la statuetta.

Il tranquillo nativo con il copricapo giallo venne al suo fianco
Il tranquillo nativo con il copricapo giallo si portò al suo fianco

che a Guybrush ricordava piccoli uomini calvi, con degli occhiali, che spendono troppo
che a Guybrush ricordava piccoli uomini calvi e occhialuti che trascorrono troppo

I nativi poi cominciarono a parlare tra di loro e fecero per andarsene. Presto no si videro più.
I nativi poi cominciarono a parlare tra di loro e si allontanarono. Presto non furono più in vista.

Guybrush fu lasciato solo nel villaggio. Guardò a destra, dove la porta al rifugio ospite era appoggiata aperto. Guardò a sinistra e destra, poi in punta di piedi di soppiatto alla porta, scivolò dolcemente intorno al telaio, e si lasciò cadere nella capanna.
Guybrush era stato lasciato solo nel villaggio. Guardò a destra, dove la porta della capanna per gli ospiti era accostata. Si guardò attorno, poi si avvicinò di soppiatto alla porta, scivolò dolcemente attorno allo stipite, e si infilò nella capanna.

e improvvisamente pensò dalla lunghezza dell'oggetto che avrebbe dovuto portarlo a Herman nel fortino
e improvvisamente pensò a quanto gli ci sarebbe voluto per riportarlo al fortino di Herman

Le sue gambe erano stanche ancor prima di cominciare il viaggio
Le sue gambe si afflosciarono

camminando con fare furtivo avrebbe attirato ben presto l'attenzione di qualcuno cje si fosse trovato nei paraggi
camminando con un fare furtivo che avrebbe attirato immediatamente l'attenzione se ci fosse stato qualcuno nei paraggi

Come ci si poteva aspettare, c'era qualcuno. Con le spalle verso Guybrush c'era Herman
E infatti, c'era qualcuno. Con le spalle rivolte a Guybrush c'era Herman

e inveiva verso l'aria
e si rivolgeva all'aria
o
e si rivolgeva a nessuno in particolare

stava dicendo, con la voce della ragionevolezza. “Me lo daranno? Vogliono prima, indietro la chiave per la Testa di Scimmia! Che un giorno riavranno! Non pensi di essere stato irragionevole? Non credo di chiedere troppo.”
stava dicendo, la vera e propria voce della ragionevolezza. “Ma loro me lo daranno? Vogliono prima indietro la chiave per la Testa di Scimmia! Come no! Non ti pare che siano irragionevoli? Non credo di chiedere troppo.”

in possesso di uno sgargiante raccoglibanane giallo
in possesso di un raccoglibanane giallo sgargiante

Gli venne in mente che forse Herman era a pochi bastoni corti di un fascio.
Gli venne da pensare che forse a Herman mancava qualche rotella.

Guybrush rimase impressionato
Guybrush rimase sbalordito

e lo diede a lui
e glielo diede

Non sapeva quanti pirati erano con lui.
Non sapeva quanti pirati c’erano con lui.

Ma qualsiasi scoglio in una tempesta...
Ma in tempo di tempesta ogni buco è un porto...

"Sei tornato per avere qualcosa in cambio per il tuo bel regalo?"
"Sei tornato per permetterci di ripagarti del tuo bel regalo?"

"Quello di che è un bravo ragazzo!"
"Questo sì che è un bravo ragazzo!"

Guybrush aveva ripreso la sua determinazione.
Guybrush aveva riacquistato la sua determinazione.

"Oh sì - proprio quelli"
"Oh già - quelli"
qui credo che sia Testa di Pomodoro a parlare, non Guybrush

"Allora hai visto il pirata fantasma LeChuck e il suo equipaggio cadaverico?"
"Allora avete visto il pirata fantasma LeChuck e il suo equipaggio cadaverico?"
lo metterei al plurale, Guybrush sta parlando con tutti e tre gli indigeni

in quella loro nave fantasma da rabbrividire... gemendo e lamentandosi fini all'alba."
in quella loro nave fantasma... gemendo e lamentandosi fino all'alba."

"spaventando tutti i turisti"
"spaventando tutti i turisti!"

"prepariamo la nostra formula standard esocircistica e via."
"prepariamo la nostra formula esorcistica standard e via."

"Allora perché non lo fai adesso?" domandò Guybrush.
"Allora perché non lo fate adesso?" domandò Guybrush.

"Oh, suppongo che rubare banane sia migliore?" chiese Testa Grigia con cattiveria.
"Oh, e suppongo che rubare banane sia meglio?" chiese Testa Grigia con cattiveria.
o
"Oh, suppongo che rubare banane sia meglio." chiese Testa Grigia con cattiveria.

Un luogo infernale che trema con i lamenti delle anime torturate, intrappolate
Un luogo infernale che trema per i lamenti delle anime torturate intrappolate

intervenne Testa Grigia orgoglio.
intervenne Testa Grigia con orgoglio.

che sarebbe stato chiuso da un Dipartimento della Salute con una minima vigilanza
che sarebbe stato chiuso da un Dipartimento della Salute minimamente attento
o
che sarebbe stato chiuso da un Dipartimento della Salute minimamente efficiente
o
che sarebbe stato chiuso da un Dipartimento della Salute minimamente funzionante

Beh, l'abbiamo prestata ad un eremita che vive sull'isola
Beh, l'abbiamo prestata ad un eremita che vive sull'altro lato dell’isola

quel vecchio balordo senza braghenon la riporta
quel vecchio balordo senza braghe non la riporta

Testa di Pomodoro non sembrava pronto a condividere l'entusiasmo.
Testa di Pomodoro non sembrava disposto a condividere l'entusiasmo.

Tomato Head guardò Testa Grigia. "Vedo che sei rimasto sconcertato dal nostro dialetto natio.
Testa di Pomodoro guardò Testa Grigia. "È rimasto sconcertato dal nostro dialetto natio.

senso innato della direzione. Inoltrarsi nelle catacombe senza questa sarebbe
innato senso dell’orientamento. Inoltrarsi nelle catacombe senza di essa sarebbe

«E dopo averci dato quel bell'idolo..." disse Lemonhead tristemente.
“E dopo che ci ha dato quel bell'idolo..." disse Lemonhead tristemente.

Sei libero di venire a visitare la Grande Scimmia quando vuoi
Sentiti libero di venire alla Grande Scimmia a vedere il tuo idolo quando vuoi

Si volse a Lemonhead
Si volse verso Lemonhead

lasciando Guybrush da solo per trovare la via d'uscita. Piuttosto che fare questo, Guybrush iniziato a guardarsi nelle tasche. Forse Stan aveva alcune parole di saggezza.
lasciando Guybrush a trovare la via d'uscita. Invece di fare ciò, Guybrush prese a rovistarsi nelle tasche. Forse Stan avrebbe avuto qualche perla di saggezza.

'Come cavarsela con la caccia al tesoro'
'Come Cavarsela con la Caccia al Tesoro'

'come armarsi nella Battaglia Navale'
'Come Armarsi nella Battaglia Navale'

'come andare avanti nella navigazione.'
'Come Riuscire nella Navigazione'

Purtroppo, il suo contenuto era poco stimolante, composto come da un elenco relativo alla qualità di un catalogo di Strumenti di navigazione di Stan.

Purtroppo, i contenuti erano meno stimolanti, costituiti com’erano da un catalogo degli Strumenti di Navigazione di Qualità di Stan.

fugace attraverso l'universo, colpì il cervello di Guybrush, che in quei giorni era diventato una sorta di un attrattore di tali cose
in fuga attraverso l'universo, colpì il cervello di Guybrush, che in quei giorni era diventato una sorta di attrattore

e mostrò il volantino
e gli consegnò il volantino

Beh, guarda questo!
Beh, guarda qui!

a Guybrush, che, con gratitudine lo prese.
a Guybrush che, con gratitudine, lo prese.
o
a Guybrush, che lo prese con gratitudine.

Si, non c'è male per una vecchia testa prosciugata, vero?"
“Non c'è male per una vecchia testa rinsecchita, vero?"

Per una vecchia testa prosciugata, sì, pensò Guybrush. Per chiunque altro, non era così buona. Guardò la piccola testa tra le sue braccia, i capelli a punta erano arricciati sul suo cranio come delle erbacce secche, capelli che si contorcevano sotto gli avambracci e in qualche modo sembravano vivi, una collana di occhi gelatinosi circondava la testa, le sue sottili labbra screpolate, denti gialli di nicotina, e per la maggior parte molto distanziati tra loro, occhi pieni di terrore che ruotavano follemente da una parte all'altra come un paio di uova fritte in un temporale.
Per una vecchia testa rinsecchita, sì, pensò Guybrush. Per chiunque altro, non aveva un così bell’aspetto. Guardò la piccola testa tra le sue braccia, i capelli a punta arricciati sul suo cranio come delle erbacce secche, capelli che gli si contorcevano sotto gli avambracci e sembravano in qualche modo vivi, la collana di occhi gelatinosi che circondava la testa, le sue sottili labbra screpolate, i denti gialli di nicotina, e soprattutto gli occhi spalancati e pieni di terrore che roteavano follemente da una parte all'altra come un paio di uova semi-fritte in un temporale.

La testa sorrise, un movimento di pochi millimetri scoprendo i denti.
La testa sorrise, un movimento a soli pochi millimetri di distanza dallo snudare i denti.
o
La testa sorrise, un movimento con soli pochi millimetri di differenza dallo snudare i denti.

il nostro intruglio speciale enzimatico per dissolvere i fantasmi
il nostro speciale intruglio enzimatico per dissolvere i fantasmi

Poi potrai versarlo su LeChuck come sale su un verme!
Poi potrai versarlo su LeChuck come del sale su una lumaca!

Cambiò la presa della testa, in modo che ora la teneva per i capelli. Gli pendeva liberamente, nell'aria umida.
Cambiò la presa sulla testa, in modo che ora la teneva per i capelli. Penzolò liberamente nell'aria immobile e umida.

"Buona fortuna," dichiarò Testa di Pomodoro
"Buona fortuna," disse Testa di Pomodoro

entrando quindi in un rifugio a caso.
entrando in un rifugio scelto apparentemente a caso.

Tenendo la testa lontana dal suo corpo (non era un oggetto con cui Guybrush si sarebbe sentito a suo agio nascondendolo da qualche parte vicino alla sua persona
Tenendo la testa lontana dal corpo (non era un oggetto con cui Guybrush si sarebbe sentito a suo agio nascondendolo da qualche parte vicino alla propria persona
o
Tenendo la testa lontana dal proprio corpo (non era un oggetto con cui Guybrush si sarebbe sentito a suo agio nascondendolo da qualche parte vicino alla propria persona

con l'obiettivo di trovare la radice
in missione per trovare la radice
o
in cerca della radice

Quella era praticamente la migliore missione che stava facendo da quando era arrivato su Mêlée Island™.
Era una missione che stava svolgendo praticamente da quando era arrivato su Mêlée Island™.

Poteva risparmiare un pò di tempo di viaggio attraccando sull'istmo
Fu in grado di ridurre un po’ il tempo di viaggio attraccando sull'istmo

ma si trovavano troppo in alto da raggiungere.
ma si trovavano troppo in alto per raggiungerli.

Guybrush lo raggiunse ed estrasse la chiave, la aprì, e ora sotto la luce, in rapporto a ciò che aveva appena visto, capì di cosa si trattasse.
Guybrush mise la mano nella tasca ed estrasse la chiave, la aprì, e ora alla luce del collegamento davanti a sé finalmente capì di cosa si trattasse.

spingendo e tirando più in profondità nella massa gelatinosa, cercando di seguire i suoni
spingendo e puntando più in profondità nella massa imputridita, cercando di ignorare i suoni

Un improvvisa folata
Un’improvvisa folata

mentre le fauci della testa si aprirono cadendo a terra
mentre le fauci della testa si aprirono rientrando nella terra
o
mentre le mandibole della testa si aprirono rientrando nella terra
(visto che è solo la parte inferiore della bocca che sparisce sottoterra)

Subito dopo la lingua blu della testa, si distese all'esterno, sopra i denti, come un tappeto.
La lingua blu della testa la seguì, distendendosi all'infuori sopra i denti come un tappeto.

Non riusciva a capire il perché, ma dal suo interno fuoriusciva un bagliore rosso opaco, e degli strani rumori
Non riusciva a distinguere molti dettagli, ma c’era un tenue bagliore rosso e rumori continui.

Guybrush ritirò la fine del cotton fioc, che era macchiato di marrone scuro
Guybrush ritirò l’estremità del cotton fioc, che era macchiata di marrone scuro

ma riuscì a tenere il suo peso, che era parecchio.
ma sosteneva il suo peso, il che era un bene.

Guybrush passò sulla lingua, sotto i denti, e nel vero
Guybrush passò su per la lingua, sotto i denti, ed entrò nel vero

L'antro della bocca era breve, e finì presto in una cavità circolare contro la parete di fondo.
La cavità della bocca era piccola, e finì presto in un pozzo circolare contro la parete di fondo.

formavano una scala che scendeva da questo buco, la quale portava
formavano una scala che scendeva da questo buco, conducendo

si trovò in una caverna sotterranea più grande delle sue fantasie più sfrenate
si trovò in una caverna sotterranea più grande di quanto potesse immaginare nelle sue fantasie più sfrenate

c'era una grande raccolta di funghi belladonna blu
c'era un grande grappolo di funghi belladonna blu

Guybrush aveva la sensazione che all'inferno ci fossero stati i funghi
Guybrush aveva la sensazione che all'inferno ci sarebbero stati i funghi

largo appena due piedi
largo a malapena due piedi

che ora si trovasse al di sotto dell'istmo. Tuttavia, avrebbe potuto facilmente essere a meno di venti piedi dall'oceano.
di trovarsi ora al di sotto dell'istmo. Tuttavia, avrebbe potuto facilmente trovarsi sotto venti piedi di oceano.

Guybrush mise la testa del navigatore davanti a se, come se fosse una lanterna.
Guybrush tenne la testa del navigatore davanti a sé, come se fosse una lanterna.

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Re: [Traduzioni] Le memorie di Guybrush Threepwood

Messaggio da turok » 13 lug 2016, 17:10

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Guybrush emise un grido. "aaaAAAAOOOOoooo ... ehm ... ho portato le mie catene in lavanderia per farle lubrificare."

"Bene, bene," disse il fantasma. "Ma dov'è quell'odore di umido, di muffa, quell'odore da interni-di-tomba tipico di un fantasma?"

"Oh, quello! Dammi un attimo per togliermi gli stivali..."

"No, non importa," disse il fantasma rapidamente. "Se sei veramente un fantasma, dimostrarlo. Staccati la testa."

Guybrush sospirò. Ci aveva provato, ma ora non c'era nessun'altra possibilità. "Vuoi dire il tappo da questa birra di radice?" chiese sornione, prendendo dalla tasca la bottiglia e tirandola fuori. La scosse e schizzò il pirata fantasma.

Nel momento del contatto il pirata fantasma si dissolse, come una macchina del fumo ma nel senso inverso. Svanì nel nulla.

Guybrush rimase ancora più colpito. "Questa roba è fantastica!" disse. "Attento, LeChuck! C'è un nuovo sceriffo in città, e il suo nome--" Guybrush improvvisamente ricordò qualcosa. "Ehi, sarà meglio che vada in chiesa!"

Corse attraverso la piazza del paese, fin sotto l'arco (dove l'orologio segnava le dieci), oltre il negozio dei pirati, fino alla chiesa dove finalmente entrò. I colori primari brillavano fuori fin sulla strada dai vetri dipinti delle finestre e si poteva sentire una tenebrosa musica d'organo. Guybrush si affrettò lungo il selciato e fin dentro la chiesa.

Le candele erano in fila lungo la navata e il pulpito, e brillavano con una luce intensa. Non c'era nessuno nei banchi - ovviamente LeChuck preferiva l'intimità. Gli unici occupanti della chiesa stavano in fondo, una coppia unita di fronte al sacerdote. LeChuck e Elaine! pensò Guybrush disperatamente. Era ancora in tempo?

Il prete riprese nuovamente a parlare. Arrivò così alla fine, proprio in quel momento. "...se vi è qualcuno che per una ragione sia contrario... eer...al matrimonio di queste due persone...che parli adesso o taccia per sempre..."

Guybrush trasse il respiro più profondo che avesse mai preso. "FERMATE QUESTO MATRIMONIO!!" urlò.

Il prete alzò lo sguardo. "Ehi, chi è quello?"

LeChuck si guardò intorno.

Guybrush cominciò a dirigersi a grandi passi lungo il corridoio, scuro in volto e deciso.

"Tu!" disse LeChuck con rabbia, e si diresse verso di lui. Si misero uno di fronte all'altro.

"Sono venuto per impedirti di sposare il Governatore Marley", disse Guybrush, con voce decisa. "Beccati QUESTO, razza di parassita voodoo vaporoso!"

«Prendere COSA? Stai cercando di corrompermi?"

Dietro LeChuck, dai travetti del solaio, una corda si slegò scendendo. Subito dopo comparve Elaine Marley. Atterrò sulla moquette della navata, tirò la corda, che scomparve di nuovo tra le travi, e guardò Guybrush.

"Governatore!" gridò Guybrush.

LeChuck si voltò e vide Elaine. Sobbalzò dallo stupore. "Governatore!"

"Governatore?" chiese il sacerdote dal pulpito, che ora era completamente confuso.

"Cosa sta succedendo!?" chiese LeChuck.

«Oh, Guybrush, sei matto!" disse Elaine. "Mi fà piacere che tu sia venuto a salvarmi, ma veramente non era necessario. Avevo tutto sotto controllo. Sfortunatamente, il tuo arrivo, mi ha forzato ad agire prima del necessario."

"...come...chi...ma...cosa..." disse LeChuck con una voce debole e del tutto disorientata.

«Come hai fatto a fuggire?" domandò Guybrush, altrettanto insicuro.

«Oh, quel pezzo è stato facile", disse Elaine. "LeChuck non è molto sveglio-"

"Hey!"

"-e molti dei membri del suo equipaggio erano miei amici quando erano in vita."

"Pensavo che LeChuck stesse per sposarti», disse Guybrush.

"Sì, così pensavo anch'io!" disse LeChuck.

"Sì, lo pensava anche lui! Ma avevo organizzato una sorpresa per quando fosse arrivato il momento di baciare la sposa."

Questo era ciò che turbava Guybrush - chi era la figura in abito bianco e velo che c'era davanti al sacerdote - si rivolse a nuovamente a loro. "Se tu sei qui?" Chiese, "allora chi indossa quel vestito?"

Tutti guardarono la figura, che si voltò verso di loro. Il velo e l'abito nascondevano ogni forma. La figura fece dei teneri movimenti verso LeChuck, e poi l'abito cadde via per rivelare due scimmie, uno in piedi sulle spalle dell'altra e con in mano una bottiglia di birra di radice anti-fantasma.

"Che cosa?" disse Guybrush. Le scimmie cominciarono a saltare energicamente.

"Non spaventarli!" disse Elaine. «Hanno la mia birra di radice che dissolve i fantasmi!"

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